28 Dicembre 2010

“Subito rimborsi per l’arsenico”

Secondo l’associazione dei consumatori la cifra per ogni famiglia si aggirerebbe attorno ai 600 euro Codacons Chiesto alla Regione il risarcimento per il caso dell’«acqua avvelenata»

VITERBO Il Codacons interviene sulla vicenda dell’arsenico presente nell’acqua a livelli che superano i limiti vigenti, tanto che invita gli abitanti interessati ad un’azione collettiva, gratuita per gli iscritti all’associazione ed alla quale possono partecipare anche le amministrazioni comunali interessate contro Stato e Regione Lazio.

Attraverso l’azione collettiva gli abitanti dei 91 comuni del Lazio coinvolti, intestatari di una bolletta dell’acqua per un contratto di utenza in corso, possono chiedere il risarcimento dei danni subiti per effetto dell’inadempimento, protrattosi nel tempo, da parte dello Stato e della Regione, degli obblighi assunti per legge e imposti dall’Unione Europea per poter ottenere le deroghe e proroghe richieste. Sempre secondo il Codacons, il risarcimento spettante a ciascuna famiglia ammonterebbe a 600 euro. Sulla vicenda dell’arsenico nelle acque si ricorda che lo scorso 28 ottobre la Commissione Europea ha bocciato la richiesta di deroga ai limiti di legge inoltrata dall’Italia per la concentrazione di arsenico presente nell’acqua destinata ad uso potabile. Il «niet» giunto dall’Unione Europea è stato tassativo. Da allora è scattata una guerra contro il tempo per evitare che a casa di migliaia di famiglie i rubinetti possano restare chiusi a seguito di una possibile raffica di ordinanze. Ordinanze richieste da Bruxelles, che potrebbero proibire l’uso potabile dell’acqua. L’intimazione indirizzata il 28 ottobre al ministero della Salute dall’Ufficio Ambiente dell’Unione Europea ha aperto, infatti, un pesantissimo problema sanitario in 128 comuni dello Stivale. Per non parlare delle forti preoccupazioni che i cittadini hanno mostrato subito dopo aver appreso del nuovo limite imposto da Bruxelles. Dicevamo che sono 128 i Comuni coinvolti dall’arsenico nelle acque, di cui ben 91 nel Lazio, in primis Viterbo, seguita da Roma e Latina, per un totale di circa 750mila cittadini. L’arsenico in questi Comuni si troverebbe con una concentrazione superiore alla soglia dei 10 microgrammi per litro imposta dalla normativa europea. Il Codacons parla di «rischio per i cittadini di contrarre gravi danni alla salute». «L’Organizzazione mondiale della Sanità ed il Comitato scientifico europeo – afferma il Codacons – parlano addirittura di alcune forme di cancro». Di qui la richiesta di risarcimento danni lanciati dall’associazione.

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