17 Giugno 2009

Su base annua ha contato il rallentamento dei prezzi dei beni

Ma da benzina e servizi si temono nuovi rialzi Inflazione mai così bassa dal 1968 Maggio allo 0,9%
 

 

 
 ROMA. L’inflazione a maggio è scesa allo 0,9% (dall’1,24 di aprile) il livello più basso dal novembre 1968. Per l’Istat prezzi cresciuti dello 0,2% su base mensile. L’Istituto di statistica spiega che la flessione è determinata da due fattori. Su base annua ha contato il rallentamento dei prezzi dei beni, mentre su base tendenziale è stato significativo il rallentamento di quelli dei servizi. Un dato così basso non è comunque destinato a durare a lungo. Nel settore dei servizi e in quello energetico si avvertono le avvisaglie di nuove tensioni. La benzina, in particolare, ha registrato un incremento dell’1,8% tra aprile e maggio e il gasolio dello 0,7%. Il confronto su base annua conferma una variazione negativa con – 15,8% per la verde e -25% per il diesel. Tra aprile e maggio gli incrementi dei prezzi più significativi si sono registrati nel settore delle comunicazioni (+0,9% con un +5,6% dei telefoni cellulari), dei trasporti (+0,6%), di alberghi e ristoranti (+0,3%). Calano invece i prezzi nella voce spettacoli, ricreazione e cultura dello 0,3%. Su base annua, invece, i tassi di crescita più elevati sono stati quelli delle bevande alcoliche e dei tabacchi (+5%) e dei prodotti alimentari e bevande analcoliche (+2,5%). L’unica variazione su base tendenziale è stata soltanto nei trasporti con un -3,4%. Nell’analizzare nel dettaglio i dati del carrello della spesa, l’Istat registra «prezzi freddi» in particolare a maggio (0,6%) per i prodotti considerati «ad alta frequenza d’acquisto»: alimentari, tabacchi, bevande, carburanti, beni per la casa, giornali. Per i prodotti «a media frequenza d’acquisto» come abbigliamento, tariffe elettriche, medicine, alberghi, trasporti stradali, ferroviari e aerei, l’inflazione si è invece attestata allo 0,9% contro l’1,2% di aprile. Lieve accelerazione per i prodotti «a bassa frequenza» come auto, tv, computer, elettrodomestici con + 1,4% di maggio sull’1,3% registratro ad aprile. La Federconsumatori denuncia che gli unici aumenti sono sui prezzi dei generi alimentari che portano l’aggravio per le famiglie a 594 euro in più all’anno. Per l’Adoc l’inflazione reale è del 2-3%.  Anche per il Codacons il calo dei prezzi «è illusorio». Cia e Coldiretti, dal canto loro, rilevano come il crollo dei prezzi sui campi (-12,7% a maggio) abbia contribuito a rallentare la corsa ai listini sugli scaffali.

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