8 Febbraio 2013

Su Alitalia e CarpatAir indaga anche l’ Antitrust

Su Alitalia e CarpatAir indaga anche l’ Antitrust

 

Nel mirino i biglietti della compagnia usati per volare con altri vettori Un’ altra indagine su Alitalia e CarpatAir Si apre un nuovo fronte per l’ Alitalia nella vicenda dell’ aereo CarpatAir finito fuori pista. Dopo che la procura di Civitavecchia ha aperto un’ indagine nei confronti di Alitalia per «frode in commercio» riguardo alle informazioni (o alle insufficienti informazioni) sui biglietti, ieri anche l’ Antitrust ha avviato un procedimento per verificare la correttezza delle comunicazioni ai passeggeri che comprano un biglietto di Alitalia ma poi volano con vettori diversi (nel caso di CarpatAir anche con i colori di Alitalia sulla carlinga). Sotto esame non sono solo le comunicazioni ai passeggeri per quello specifico volo di CarpatAir ma anche per tutti i voli sulla base di accordi di partnership e di code sharing. In dettaglio, il procedimento riguarderà anche la correttezza nell’ offerta «Carnet Italia» e i comportamenti della compagnia in caso di annullamento di biglietti su più tratte. Il procedimento dell’ Antitrust è stato avviato sulla base di numerose segnalazioni, tra cui quella dell’ associazione Codacons, e di accertamenti d’ ufficio dei funzionari del Garante. Dalle simulazioni è risultato che l’ informazione sulla diversa compagnia che effettivamente opera il volo veniva fornita, nel processo di prenotazione online, alla terza schermata (dopo aver selezionato la destinazione – prima schermata – e l’ offerta tariffaria – seconda schermata) attraverso una dicitura, apposta con caratteri ridotti, «Volo operato da CarpatAir». Analoga situazione secondo l’ Antitrust emerge per voli in partnership e code sharing con altre compagnie. Il procedimento dovrà verificare se, in questi casi, Alitalia fornisce ai consumatori adeguate informazioni sull’ identità del vettore e sulle caratteristiche del servizio offerto. Alitalia riafferma «il totale rispetto della normativa internazionale e della regolamentazione europea nei casi di vendita di biglietti per voli operati da altri vettori in regime di wet lease o di code sharing». Il Codacons denuncia: «Poco chiare le informazioni fornite ai passeggeri»

luigi grassia

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