3 Luglio 2015

Stupro davanti al Tribunale. Il Codacons denuncia gli Enti

Stupro davanti al Tribunale. Il Codacons denuncia gli Enti
Comune,
Regione Lazio e Demanio accusati dall’ associazione di “concorso in
violenza aggravata” per lo stato in cui hanno lasciato l’ area dove
parcheggiano avvocati e giudici. E sul Comune: “Parte Civile? E’ un’
ipocrisia”. LA STORIA.

Ogni tanto la verità emerge. Solo che a dirla tutta sulla vicenda dello stupro di piazzale Clodio, nel quale una sedicenne è rimasta vittima della follia di un militare della Marina che ha asserito di aver consumato un rapporto sessuale con la ragazza consenziente, non è l’ amministrazione Comunale ma l’ associazione Codacons. Terra di conquista per le auto di avvocati e magistrati, l’ area è la somma di tutte le incongruenze di una città che accanto al Palazzo di Giustizia consente l’ abusivismo più totale e la gestione “fai da te”. Così il Codacons passa al contrattacco e annuncia una denuncia per “concorso in violenza aggravata”, nei confronti del Comune di Roma, della Regione Lazio e del Demanio. Scrivono i legali dell’ associazione: “La decisione dell’ amministrazione capitolina di costituirsi parte civile per lo stupro di piazzale Clodio, è una scelta ipocrita, considerate le gravi responsabilità del Comune di Roma per lo stato di abbandono in cui versa oggi l’ area oggetto della violenza sessuale. Da anni denunciamo lo stato di incuria che caratterizza il parco di Piazzale Clodio – spiega il presidente Carlo Rienzi – Una vicenda che si lega a mafia capitale e che vede il prossimo 9 luglio aprirsi il processo per corruzione nei confronti di una serie di imputati, i cui illeciti hanno portato alla mancata realizzazione del parco. I cittadini, come dimostra il recente stupro, hanno pagato e stanno pagando le conseguenze delle irregolarità commesse nella gestione dell’ area demaniale”. Per il Codacons c’ è un concorso tra gli enti che hanno lasciato in stato di abbandono un’ area strategica: ” La decisione di Roma Capitale di costituirsi parte civile nel procedimento per lo stupro sorprende perché proprio l’ Amministrazione Capitolina – insieme ai vertici del Demanio e ai funzionari della Regione che avevano adottato il Piano di Assetto del Parco di Monte Mario previa approvazione dell’ Ente RomaNatura – non può non ritenersi responsabile dello stato di assoluto degrado che ha colpito la zona della Riserva di Monte Mario, per avere inspiegabilmente omesso di adottare il piano degli interventi di riqualificazione dell’ area che era già stato approvato nel 2004, in una specifica delibera dell’ Assemblea Capitolina, ad oggi rimasta lettera morta. E ciò, sarebbe stato fatto solo per favorire una società – la Flora Energy srl – che risulta affidataria dell’ area e i cui amministratori sono attualmente imputati nel processo per corruzione. Per tale motivo invitiamo tutti i residenti della zona di Monte Mario e di Piazzale Clodio a chiedere i danni agli imputati, responsabili del degrado e della mancata valorizzazione dell’ area, costituendosi nel processo dinanzi al Tribunale di Roma”. Il prossimo 16 luglio inoltre – fa sapere il Codacons – il Tar del Lazio deciderà sul ricorso promosso dall’ associazione, finalizzato ad obbligare Comune e Demanio a realizzare il parco di Piazzale Clodio previsto dal piano del 2004″.

 
 

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