25 Luglio 2013

Studio su indebitamento e usura Como è in fondo alla classifica

Studio su indebitamento e usura Como è in fondo alla classifica

Lo rivela la ricerca della Camera di commercio di Roma relativa all’ indebitamento patologico e al credito illegale analizzati alla luce della crisi attuale. Una posizione che, si potrebbe pensare, Como occupa con poco onore a causa dell’ elevato numero di frontalieri. Eppure, Varese, altra provincia di confine, presenta un indice di coerenza tra credito e consumi che si ferma alla 67° posizione, Sondrio alla 46°. E Napoli, che la ricerca pone all’ ultimo posto per rischio d’ indebitamento patologico e usura, presenta un indice di coerenza tra reddito e consumi che non va oltre la 78° posizione. Per Alessandro De Lisi, direttore del Centro studi sociali contro le mafie Progetto San Francesco, il motivo è semplice. «Como rappresenta l’ epicentro, seguita da Varese e Imperia, per traffici legati a esportazione illecita di capitali – spiega – l’ ndrangheta ha, quindi, scelto Como per piazzare capitali utili a coprire i debiti di famiglie e imprese in difficoltà. Si è così resa conto – puntualizza – che investire in capitali è molto più redditizio che gestire ristoranti, soprattutto per acquistare consenso sociale». In poche parole, secondo De Lisi «la presenza elevata di frontalieri non falsifica più di tanto questo dato – precisa – al contrario, a Como è necessario riscrivere le regole del lavoro e del credito. Serve, insomma, un nuovo atto immunitario – scandisce – che metta al riparo la società dalle infiltrazioni mafiose legalizzate che, a prima vista, si esplicano attraverso sale slot e compro oro». Inoltre, secondo la Camera di commercio di Roma, ogni famiglia comasca devolve in media il 6,8% del proprio reddito al gioco d’ azzardo. Le più virtuose sono le famiglie di Bolzano, che destinano in media il 2,9% del reddito alle slot, le più esposte quelle di Pavia che si giocano alle macchinette l’ 11% del reddito. «A settembre lanceremo a Como la “banca della fiducia” – annuncia il direttore del Progetto San Francesco – mai come nel nostro territorio è necessario salvare imprese e famiglie dalle trame della finanza gestita dalla criminalità organizzata». Tra i reati, è l’ usura quello a cui i comaschi risultano più vulnerabili (40° posto), seguito dal danneggiamento con incendio (35° posto) e dalle rapine (26° posto). «Nel momento peggiore della crisi – commenta il presidente del Codacons, Mauro Antonelli, lo Stato non ci ha pensato due volte a introdurre lotterie, slot o siti online facendoci pagare sopra pure le tasse». «Ed ecco che, sempre più consumatori comaschi – aggiunge – non potendo più permettersi d’ indebitarsi con le finanziarie per mantenere il tenore di vita d’ un tempo, sono caduti nelle maglie del gioco e dell’ usura». n Sara Ballabio.

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