9 Aprile 2014

Studenti in piazza per i test a Medicina: no al numero chiuso

Studenti in piazza per i test a Medicina: no al numero chiuso

ELISABETTA ESPOSITO ROMA Unghie mangiate, respiri profondi, gambe che tremano. In mano tengono libri. O sigarette. Ma in questa mattina di sole davanti all’ università di Roma La Sapienza, gli studenti che stanno per affrontare l’ atteso, discusso, temuto test d’ accesso a Medicina non sono soli. Ed è così in molte altre città di Italia. Anche davanti alle università di Milano, Padova, Bologna e Torino si sono presentati centinaia di ragazzi, principalmente di Udu, Rete Studenti e Link Coordinamento Universitario, pronti a protestare contro il numero chiuso previsto in sempre più facoltà. Nella notte alcuni studenti avevano messo in atto un blitz al Ministero dell’ Istruzione, esponendo lo striscione «Nessun escluso, libero accesso per tutti». Spiega Alberto Campailla, portavoce di Link: «Ormai quasi il 60% dei corsi di laurea a livello nazionale è a numero chiuso o programmato, la situazione non riguarda più solo Medicina. Le università, per far fronte alla carenza strutturale di finanziamenti, si vedono costrette a diminuire il numero degli iscritti che accolgono ogni anno». Stavolta per Medicina e Odontoiatria ci sono 64.187 candidati (in netto calo rispetto allo scorso anno quando erano circa 100 mila) a fronte di 10.551 posti disponibili. Tra l’ altro per la prima volta la prova si svolge ad aprile e, con i maturandi impegnati a preparare l’ esame, appare evidente che i veri favoriti di questa discussa anticipazione nel calendario siano i ragazzi che hanno fallito il test in passato. «La verifica ad aprile è assurda e discriminatoria – fa sapere il Codacons – e questi test non solo sono anacronistici, ma riducendo a priori il numero dei futuri medici, violano il principio del libero accesso alle professioni, oltre a violare il diritto allo studio sancito dalla Costituzione». Fuga all’ estero Ma nella confusione dell’ attesa mattutina, mentre alcuni distribuiscono le guide per il test sicuro «per far sì che tutto in quelle aule si svolga nella trasparenza», c’ è chi si fa spazio con dei volantini. Sono le società che offrono «tutor» e che consigliano agli aspiranti medici di fuggire all’ estero. Il piano è chiaro: studiare un anno lì (in particolare nell’ Est Europa) per poi tornare in Italia già inseriti. Un modo interessante, ma costoso e quindi poco democratico, per aggirare il test. Il ministro «Le cose si devono cambiare le quando non funzionano. Se ci renderemo conto che i risultati non sono quelli attesi allora ci muoveremo». Questo il commento dopo la bufera degli studenti del ministro dell’ Istruzione Stefania Giannini . E sulla facoltà di Medicina aggiunge: «Col ministro della Salute Lorenzin stiamo lavorando per trovare 42 milioni per integrare il numero delle borse di specializzazione». Ma la protesta degli studenti non sembra destinata a finire.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this
WordPress Lightbox