20 Novembre 2021

Studenti costretti alla dad Il caso finisce in Procura

Studenti  costretti  alla  dad  nell’Istituto  Tecnico  “E.  Scalfaro”  di  Catanzaro.  Dall’inizio  dell’anno  le  classi,  dalla  seconda  alla  quinta,  sono  costrette  ad  alternarsi  nelle  lezioni  in  presenza.  La  denuncia  arriva  dal  vicepresidente  del  Codacons  l’avvocato  Francesco  Di  Lieto.  «Ci  chiediamo  se  la  Provincia  l’Istituto  non  stiano  comprimendo  il  diritto  allo  studio  dei  ragazzi».  Durissimo  il  Codacons  che  si  scaglia  contro  la  Provincia  di  Catanzaro,  proprietaria  dei  locali  contro  l’Ufficio  scolastico  regionale  che  «finge  di  ignorare  il  problema,  volgendo  lo  sguardo  altrove».  «In  un  paese  in  cui  si  arriva  finanziare  “diplomifici”  occorre  affermare  la  centralità  del  diritto  allo  studio  ed  alla  frequenza  scolastica  che  costituisce  un  servizio  essenziale.  Riteniamo  – aggiunge  Di  Lieto  – che  le  norme  vigenti  consentano  la  didattica  distanza  solamente  in  circostanze  di  eccezionale  gravità,  legate  all’insorgenza  di  focolai  ovvero  condizioni  di  rischio  estremamente  elevato  per  la  diffusione  del  contagio  nella  popolazione  scolastica.  Ovviamente  la  didattica  distanza  non  è  consentita  neppure  in  modalità  “mista”  con  le  normali  lezioni  in  presenza».  «Ep-pure  prosegue  Di  Lieto  – a  Catanzaro,  in  un  silenzio  generale,  si  preferisce  sacrificare  ragazzi  nonostante  non  ci  sia  alcuna  emergenza  sanitaria  in  atto».  «Senza  considerare  – sottolinea  l’esponente  del  Codacons  – le  conseguenze  anche  sul  piano  squisitamente  economico;  la  soppressione  di  ore,o  frazioni  di  ore,  di  lezione  con  un  conseguente  ipotetico  danno  erariale».  Il  Codacons,  lamentando  una  violazione  di  legge  che  finisce  per  comprimere  diritti  costituzionalmente  garantiti,  ha  presentato  un  esposto  presso  la  Procura  di  Catanzaro  chiedendo  che  vengano  individuate  tutte  le  responsabilità  di  quella  che  appare  «una  vera  propria  interruzione  di  pubblico  servizio».  «La  didattica  distanza  poteva  accettarsi  nella  fase  più  acuta  della  pandemia,  ma  – scrive  Di  Lieto  – non  è  tollerabile  che  venga  utilizzata  come  soluzione  per  nascondere  responsabilità  di  chi  ha  sottovalutato  la  ricerca  di  spazi  capaci  di  garantire  il  diritto  allo  studio.  Anche  per  questi  motivi  l’associazione  ha  sollecitatol’interventointervento  del  ministro  dell’Istruzione,  chiedendo  se  sia  normale  che  Catanzaro  l’inefficienza  delle  istituzioni  sia  fatta  pagare  ai  ragazzi»

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this