Strutture scolastiche fatiscenti, molte sprovviste delle più elementari misure di sicurezza.
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fonte:
- La Gazzetta del Mezzogiorno
Strutture scolastiche fatiscenti, molte sprovviste delle più elementari misure di sicurezza. Scuole quindi fonte di potenziale pericolo per studenti, docenti e collaboratori scolastici. Tutto ciò, nonostante una serie di normative, che prevedono il cosiddetto adeguamento delle strutture alle norme di sicurezza.
Molti, ancora, gli edifici scolastici che presentano gravi carenze dal punto di vista strutturale: mancanza di sistemi organizzati delle vie di fuga, mancanza di adeguati sistemi di illuminazione, porte ancora senza maniglioni antipanico, mancanza di uscite di emergenza, sale di medicazione e cassette di pronto soccorso non a norma, impianti termici irregolari, vetri e vetrate non antischeggia, impianti elettrici fatiscenti, molti addirittura sprovvisti di certificazione.
Parte da Bari una nuova campagna di sensibilizzazione per la sicurezza nelle scuole. A lanciarla è il Codacons (coordinamento di associazioni per la tutela dell`ambiente e dei diritti di utenti e consumatori). L`allarme viene anche dall`Ispesl, l`istituto superiore per la sicurezza e la prevenzione nei luoghi di lavoro.
Secondo una indagine effettuata dall`Inail gli infortuni denunciati che hanno coinvolto gli studenti dai 56mila registrati nel 1997 hanno toccato il tetto delle 80mila nel 1999. In due anni quindi si sono quasi raddoppiati. Tutto ciò nonostante il progetto «Scuola sicura 2000» lanciato dal ministero dell`Interno e della Pubblica Istruzione e tutta una serie di normative, in tema di sicurezza nelle scuole e nonostante la «carta dei servizi», varata appositamente per garantire una maggiore trasparenza anche in tema di sicurezza. Insomma, struttura fatiscenti, mai adeguate alle norme Cee, una minaccia costante quindi per studenti, docenti e collaboratori scolastici.
Di qui la necessità di preparare una sorta di «questionario» per avere un quadro complessivo delle carenze strutturali delle scuole. Il modello è presente sul sito del Codacons (https://www.codacons.it). L`invito è rivolto ai dirigenti scolastici che spesso si trincerano dietro la «mancanza di fondi», non sapendo, forse, o dimenticando, che le principali responsabilità, in caso di incidenti, ricadono su di loro.
Come fare allora per mettersi al riparo da eventuali rischi? L`unica arma è quella della denuncia: i dirigenti scolastici in altre parole dovrebbero denunciare con una lettera scritta tutte le lacune strutturali dell`istituto emettere in atto tutte le misure di sicurezza, in attesa di interventi strutturali da parte degli enti pubblici, la Provincia per le scuole medie superiori, il Comune per le altre. Carenze spesso tenute nascoste per non guastare la «reputazione» della scuola.
Insomma, i dirigenti scolastici, anche in virtù della legge sull`autonomia, hanno obblighi al pari di datori di lavoro (comma 12 articolo 4 della legge 626). La mancanza di soldi nella casse scolastiche? Non può essere più un alibi. O si enuncia «costringendo» gli enti pubblici a intervenire (dando nel contempo fondo alle risorse interne per i lavori di piccola manutenzione), o si rischia responsabilità anche penali.
L`invito a preparare una «mappa» delle potenziali fonti di pericolo è rivolto anche, anzi soprattutto, ai dirigenti scolastici di Bari e provincia dove, in molti casi, si fanno ancora lezioni in scuole-garage.
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