Struttura ricettiva in località Savelli Il Codacons attacca. Il sindaco replica
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fonte:
- Gazzetta del Sud
pronto un esposto alla procura. callipo: tutto è in regola
Rosaria Marrella Pizzo Il Codacons chiede la verifica della struttura ricettiva nei pressi della spiaggia Savelli. Ma per il sindaco è tutto in regola «gli attacchi Codacons – sostiene – sono pretestuosi e strumentali». Un pomeriggio di botta e risposta quello di ieri iniziato con la presa di posizione dell’ associazione dei consumatori che, in attesa di ricevere le dovute risposte, non esclude la possibilità di proporre azioni civili per l’ abbattimento delle opere edilizie. Dopo aver ricevuto una serie di segnalazioni, il Codacons ha deciso di passare all’ attacco e presentare un esposto al Comune, alla Soprintendenza per i beni archeologici e paesaggistici e alla Procura «affinché siano verificati tutti i lavori. Il complesso edilizio – rileva Francesco Di Lieto, vicepresidente nazionale Codacons – comporta la cementificazione dell’ arenile per cui si rende necessario, in considerazione della puntuale normativa vigente, verificarne la legittimità, nell’ interesse sia della collettività che della tutela dell’ ambiente. Appare davvero singolare come il sindaco Gianluca Callipo, non abbia avuto nulla da obiettare sull’ opera. A ciò si aggiunge – prosegue – che la società titolare del permesso a costruire, la Genco Carmela & figli Srl, è stata tempo addietro già destinataria di una interdittiva antimafia, emessa dalla Prefettura». Ed anche in virtù di ciò il Codacons chiede che si proceda a tutti i necessari controlli sulla legittimità dell’ edificazione della mega lottizzazione per la realizzazione del nuovo stabilimento turistico-ricettivo. «Non possiamo rimanere indifferenti – incalza Di Lieto – dinnanzi ai dati drammatici, relativi alla distruzione delle coste calabresi: degli 800 km, circa 500 sono già cementificati, restandone liberi poco più di un quarto. E ci sono sindaci, totalmente irresponsabili, che consentono di realizzare opere addirittura sulla spiaggia, finendo per distruggere l’ equilibrio naturale delle coste ed esponendo il litorale, sempre più intaccato da attività antropiche, al rischio erosione». Pronta la replica del sindaco di Pizzo Gianluca Callipo: «Se l’ ufficio tecnico comunale ha rilasciato il permesso a costruire è perché vi sono tutte le condizioni per farlo. A partire dalle autorizzazioni della Soprintendenza, della Regione, dell’ ex Genio civile, della Provincia e del Demanio. Era il 2012 quando è stato avviato l’ iter amministrativo; il 2016 quando l’ ottenimento di tutte le autorizzazioni ha consentito, nel 2017, l’ avvio dei lavori. Oggi, ad interventi quasi ultimati, risulta tutto in regola. Il Codacons si rivolga pure alla Procura, la verifica non potrà che dimostrare la posizione, assolutamente nel giusto, del Comune e degli altri enti che hanno concesso le autorizzazioni come la norma prevedeva». La realizzazione dell’ opera è stata sostenuta dal ministero dello Sviluppo economico nell’ ambito dei Contratti di Sviluppo. «Grazie ad investimenti come questo – aggiunge Callipo – si riqualificano aree come località Savelli, prima abbandonata, attraverso interventi di rigenerazione urbana. Offrirà posti di lavoro ed accrescerà l’ indotto economico turistico». Callipo, infine, rende noto di aver ottenuto 200mila euro per realizzare il lungomare a Savelli. Una replica a cui, in serata, si è aggiunto un nuovo intervento del Codacons. Di Lieto, infatti, riapre il capitolo ritenendo che il sindaco di Pizzo abbia «dimenticato di rispondere sul merito di quanto segnalato in quanto omette qualsiasi commento sull’ interdittiva antimafia. Esiste o non esiste? Poiché il progresso non passa dalla cementificazione delle nostre coste le chiediamo scusa se ci siamo illusi che fosse disposto a verificare eventuali abusi».
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