16 Luglio 2012

Striscioni e volantini sul semaforo “pazzo”

Striscioni e volantini sul semaforo “pazzo”

San Giuliano Il comitato anti T-red è passato dalla divulgazione tramite social network ai fatti. Nato sull’ onda del migliaio di multe dispensate dal semaforo di Serenella e con lo scopo di unire le forze per organizzare un ricorso collettivo, il gruppo, capitanato da Daniele Castelgrande, Fabio Colaianni e Luca Fantasia non intende posare le armi. Che, sabato mattina, sono state volantini e striscioni: prima al mercato di Campoverde e poi presso il famigerato incrocio sede del t-red, esponenti del coordinamento hanno distribuito volantini informativi ai passanti e appeso striscioni di protesta contro l’ amministrazione. «Grazie giunta… per il t-red», «dopo il caso Genia, il caso semaforo: ne inventate sempre una» e «semaforo salva cassa» sono gli slogan vergati sui lenzuoli affissi dai manifestanti. Il percorso che intendono seguire è ben delineato: «Martedì saremo al Codacons – spiega Colaianni – e alla sede della Polizia locale: voglio ottenere il file video della mia infrazione. Abbiamo inoltre richiesto la delibera di accettazione dei T-red e la documentazione sulla taratura». Castelgrande annuncia di avere ricevuto anche l’ appoggio di Paola Frassinetti, deputato Pdl. Fino ad ora, quasi 300 multati hanno firmato per unirsi al ricorso. Che si baserà, probabilmente, su nove punti: tra questi, l’ insufficienza della segnaletica, il ritardo di notifica, la provenienza delle notifiche da società terze. Pilastro della class-action, in ogni caso, sarà il tempo di durata del giallo. «Il nostro obiettivo – continua Colaianni – è dimostrare che dalla metà di marzo alla fine di giugno la taratura del giallo era sotto i quattro secondi (che è il tempo dichiarato dall’ amministrazione, ndr). Le nostre misurazioni parlano di 2 secondi e 30. Il 4 luglio sono stati visti dei tecnici armeggiare col semaforo: secondo noi, è stato il momento in cui la taratura è stata cambiata», dal momento che «ora, il giallo dura davvero più di quattro secondi. Prima l’ incrocio era pericoloso».Riccardo Schiavo.

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