8 Febbraio 2015

«Striscia non diffamò la Rai» E Viale Mazzini paga le spese

«Striscia non diffamò la Rai» E Viale Mazzini paga le spese

La Corte d’ Appello della prima sezione civile di Roma si è pronunciata sull’ annosa querelle tra Affari tuoi e Striscia la notizia. Ed ha rigettato la richiesta di risarcimento presentata dalla Rai che aveva accusato il Tg satirico di Antonio Ricci di aver diffamato l’ azienda pubblica attribuendo al programma concorrente Affari tuoi una gestione poco trasparente dei pacchi in gara. La sentenza recita testualmente: «esclusa la natura diffamatoria delle trasmissioni informativo -satiriche di Striscia la notizia, la domanda risarcitoria per diffamazione, presentata dalla Rai per tale causale, deve essere totalmente rigettata nel merito». Come conseguenza, l’ azienda di viale Mazzini è condannata apagare tutte le spese processuali. La spinosa vicenda è iniziata nel 2006 e non si è mai conclusa. Alla base c’ è quella che Striscia definisce una singolare casualità che sfiderebbe tut te le leggi delle probabilità: la persistenza dei pacchi che contengono le cifre più alte in gioco, fino alla conclusione del programma dell’ access time di Rai1. Il dubbio insinuato è che potrebbe trattarsi di un espediente per catturare la curiosità del pubblico e trattenerlo sulla prima rete a scapito di Canale 5 dove va in onda, in contemporanea, il tg satirico. A fasi alterne, negli anni, dal 2006 ad oggi, Striscia ha realizzato vari servizi su tale causalità. Recentemente Valerio Staffelli ha consegnato due tapiri ad Anna Maria Tarantola, Presidente della Rai su questa vexata quaestio. Risultato: la Tarantola aveva promesso di raccogliere tutte le informazioni su Affari tuoi. Nell’ attesa, però, è arrivata questa sentenza che penalizza l’ azienda pub blica e solleva Striscia da ogni accusa di diffamazione. Infatti, la Corte d’ appello, riprendendo la pronuncia del Tribunale, scrive a proposito della casualità denunciata dal tg satirico: «sussisteva la verità dei fatti e quindi della notizia divulgata da Striscia la notizia». E a questo proposito si fa riferimento al filmato nel quale una concorrente di cognome Pelafiocche, prima di scegliere i pacchi, guardava ripetutamente e visibilmente, i numeri scritti sul palmo della mano. Inoltre vengono ancora ricordate le mancate spiegazioni in conferenza stampa del direttore di RaiUno Del Noce sulle anomalie rilevate nella scelta dei pacchi. E si mettono in evidenza i dati statistici sui ritardati tempi di estrazione dei pacchi -premio più importan ti elaborati dalle associazioni consumatori Codacons eAdusbef, accompagnati e confermati da un esperimento simulato di sorteggio. Il legittimo esercizio del diritto di cronaca sul quale si era espresso il Tribunale viene confermato dalla Corte d’ Appello. Che sottolinea: «è stato esercitato il diritto di critica, integrato e accompagnato da un’ informazione legittimamente resa in maniera anche satirica perché le notizie vengono date e commentate con sarcasmo e con modalità del tutto pertinenti». Intanto i due programmi continuano a sfidarsi anche a colpi di comunicati nei quali ognuno sottolinea, con frequenza quasi giornaliera, il responso dell’ Auditel a proprio favore. Giorni fa Rai1 ha fatto presente che il game show condotto da Insinna ha sfondato il tetto dei 7 milioni di spettatori attestandosi intorno ai 6 milioni e mezzo. Dall’ altra parte il rito degli ascolti procede con uguale intensità. Resta da vedere quale sarà la prossima mossa della Rai.

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