16 Dicembre 2019

Strisce pedonali invisibili, vernice non a regola: perizia inchioda il Comune

 

Strisce pedonali di Roma invisibili e sbiadite, una perizia accerta che vernice la vernice utilizzata non è a regola e le “zebre” si scoloriscono subito. Esposto del Codacons alla Procura e alla Corte dei Conti: “Rivalersi su sindaco e funzionari comunali per danno erariale. Amministrazione ha 6 mesi di tempo per contestare lavori eseguiti male ma non verifica la segnaletica orizzontale”.

Il dato emerge da una perizia tecnica commissionata dal Codacons, che ha monitorato la “vita” delle strisce pedonali su una strada a campione (viale delle Milizie), analizzando la vernice utilizzata per la segnaletica, il rispetto dei requisiti previsti dalla legge e la sua durata. Vicenda che ora finisce al vaglio della Procura della Repubblica e della Corte dei Conti, affinché si accertino le responsabilità dell’amministrazione capitolina.

Dalla perizia tecnica commissionata dal Codacons e realizzata dall’Ing. Aniello Nazaria, emerge che la luminanza retroriflessa (RL) della vernice usata per il rifacimento delle strisce pedonali prese ad esame (ossia la luminosità di un segnale orizzontale come viene percepita dai conducenti degli autoveicoli in condizioni di illuminazione con i proiettori dei propri veicoli) registra valori inferiori rispetto ai requisiti di legge, 24 RL contro i 100 RL previsti dalla normativa di settore. Il sospetto è che sulle zebre non sia stata eseguita la seconda verniciatura con microsfere di vetro, così come prevede espressamente il contratto d’appalto ottenuto dal Codacons con apposita istanza d’accesso.

Ma c’è di più. Il capitolato speciale d’appalto prevede che la ditta che esegue i lavori garantisce la tenuta delle strisce pedonali per 6 mesi. Se si scoloriscono o sono usurate, la ditta appaltatrice deve rifarle. Se i lavori sono eseguiti male, il Comune ha il diritto di sospendere i pagamenti per inadempienza.

Il problema, tuttavia, è che non solo le zebre realizzate in modo irregolare si scoloriscono subito, diventando invisibili per gli automobilisti e mettendo a rischio la sicurezza dei pedoni (57 le vittime registrate a Roma nel 2018), ma che il Comune non attua i dovuti controlli e così paga le ditte che eseguono i lavori anche se questi sono eseguiti male.

Uno spreco di soldi pubblici che porta oggi il Codacons a presentare un esposto alla Corte dei Conti affinché apra una indagine per verificare il danno erariale, chiamando i funzionari comunali responsabili e lo stesso sindaco Virginia Raggi a rispondere con i propri beni personali di eventuali usi scorretti dei fondi pubblici, in base all’art. 28 della Costituzione secondo cui “I funzionari e i dipendenti dello Stato e degli enti pubblici sono direttamente responsabili, secondo le leggi penali, civili e amministrative, degli atti compiuti in violazione di diritti.”

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