20 Marzo 2016

«Strisce pedonali fuorilegge»

«Strisce pedonali fuorilegge»
adoc e codacons diffidano il comune. che promette: «interverremo quanto prima»

• Buona parte delle strisce pedonali, a Lecce, non è a norma, perché troppo vicine agli incroci. Ed è lo stesso Comune di Lecce ad ammettere che il problema esiste e bisogna porvi rimedio con risorse che ancora non sono disponibili. Tutto nasce da una diffida che nello scorso mese di dicembre, le associazioni dei consumatori Adoc e Codacons di Lecce hanno notificato all’ Amministrazione di palazzo Carafa. Una diffida sull’«illegittimità del posiziona mento delle strisce pedonali in città» in base al Decreto legislativo numero 198 del 2009, la cosiddetta «class action contro la Pubblica amministrazione». «Nel caso di specie – spiegano gli avvocati Alessandro Presicce (Adoc) e Massimo Todisco (Codacons) – la diffida verteva sul mancato rispetto dell’ articolo 145, comma 3 del Regolamento di Attuazione del Codice della Strada. Che recita: “In presenza del segnale fermarsi e dare precedenza l’ attraversamento pedonale, se esiste, deve essere tracciato a monte della linea di arresto, lasciando uno spazio libero di almeno 5 metri; in tal caso i pedoni devono essere incanalati verso l’ attraversamento pedonale mediante opportuni sistemi di prote zione”. Tale norma è vigente in tutta Italia, ma è completamente ignorata a Lecce, ove la stragrande maggioranza delle strisce pedonali sugli incroci sono pericolosamente collocate in corrispondenza dell’ intersezione». La legge prevede che, dopo la diffida, la pubblica amministrazione abbia 90 giorni per porre in essere tutti gli adempimenti previsti dalla legge e colpevolmente omessi. Ebbene, proprio qualche giorno fa, alla scadenza del termine della diffida, il dirigente dell’ Ufficio Traffico Giovanni Puce ha risposto alle associazioni. «Per confermare – rivelano Presicce e Todisco come tutti gli incroci esaminati non siano a norma e che verrà redatto un progetto per l’ adegua mento dell’ infrastruttura stradale, che includa non solo l’ adeguamento della segnaletica verticale ed orizzontale, ma anche lo spostamento delle rampe dei disabili costruite in posizione sbagliata e l’ installazione di transenne parapedonali per la canalizzazione del flusso pedonale. Il dirigente ci informa che, grazie alla diffida, anche il progetto di riqualificazione di piazza Mazzini sarà interessato dalla modifiche necessarie per l’ adeguamento alle norme di legge». Tutte cose confermate anche dall’ as sessore al ramo Luca Pasqua lini. «Dove si può intervenire subito, partirà già lunedì (domani, ndr) un ordine di servizio a Sgm per spostare le strisce. Negli altri casi, in cui si dovrà intervenire anche su marciapiedi e rampe, agiremo d’ accordo col settore Lavori pubblici». Adoc e Codacons «prendono atto che, solo dopo la notifica della diffida giudiziale, il Comune ha ammesso di avere ignorato una norma fondamentale del Codice della Strada in tema di sicurezza ed ha sperperato denaro pubblico per costruire centinaia di rampe in posizione assolutamente pericolosa. Si registra quindi una prima vittoria dei cittadini. Per assicurarsi che l’ iter amministrativo venga del tutto compiuto, Adoc e Codacons monitoreranno e solleciteranno l’ adeguamento promesso e, ove lo stesso non venga realizzato in tempi brevi, attiveranno la class action entro il termine di legge di un anno, con ricorso al Tar. E, dopo anni di incuria, Adoc e Codacons invitano l’ amministrazione a fare presto: la sicurezza dei cittadini non può attendere oltre».
 
 

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