23 Gennaio 2016

«Strisce pedonali errate» Adoc e Codacons diffidano il Comune

«Strisce pedonali errate» Adoc e Codacons diffidano il Comune

 
• Passeggiare a Lecce è pericoloso, anche perché gli attraversamenti pedonali non sono a norma. Per rimediare, Adoc e Codacons infliggono «una multa» a Palazzo Carafa: ieri è partita una diffida che impegna il Comune ad adeguare le strisce pedonali in corrispondenza di 29 incroci, quasi tutti nella zona circostanze Piazza Mazzini e nel quartiere San Lazzaro, ossia la zona a più alta densità di strisce blu e di pedoni. Ora l’ amministrazione comunale ha novanta giorni di tempo per mettere a norma gli incroci ed evitare il ricorso al Tar. Da tempo le associazioni dei consumatori chiedono di mettere in sicurezza l’ infrastruttura stra dale. E lo fanno partendo da un dato certificato a livello nazionale da Legambiente: Lecce è tra le 15 città più pericolose d’ Italia sotto il profilo della sicurezza stradale, con oltre 7 vittime all’ anno per ogni 100mila abitanti, come si evince dall’ ultimo Rapporto Ecosistema Urbano. Il dato è doppio rispetto alla media nazionale e addirittura sette volte più alto del valore della vicina Brindisi. «A meno che non si vogliano considerare i leccesi “gene ticamente” dei pericolosi kamikaze, si deve ritenere che una grossa parte del problema è determinata da inadeguatezza e illegalità dell’ infrastrut tura stradale», affermano Alessandro Presicce (Adoc) e Massimo Todisco (Codacons). Qual è il problema? Perché le strisce pedonali leccesi sono «illegali»? La questione è stata sollevata già qualche tempo fa. Il posizionamento delle strisce pedonali negli incroci non semaforizzati è illegittimo perché viola un articolo del Regolamento di attuazione del Codice della strada (articolo 145). La norma prescrive infatti che, in caso di incroci urbani con segnale di stop, l’ attraversa mento pedonale debba essere posizionato a non meno di 5 metri dall’ incrocio. A Lecce sono invece posizionati a ridosso della linea di arresto dei veicoli. Una soluzione altrove praticata con successo è quella delle «orecchie», una sorta di cordone non carrabile che avvolge gli angoli del marciapiede proteggendo il pedone: «Qui non c’ è spazio per queste buone pratiche. La norma è sistematicamente ignorata in tutti gli attraversamenti della Zona Mazzini: sono stati posizionati in modo manifestamente irregolare, in spregio al fatto che quella sia la zona commerciale della città e dunque la più frequentata sia da pedoni che da automobilisti». Nella diffida si chiede l’ arretramento delle strisce pedonali ad almeno metri 5 di distanza dalla linea di arresto dei veicoli e la realizzazione di sistemi di incalanamento pedona (le famose «orecchie»).

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