30 Maggio 2008

STRISCE BLU: MORATTI FACCIA COME ALEMANNO

STRISCE BLU: MORATTI FACCIA COME ALEMANNO

IL CODACONS CONTESTA LE DICHIARAZIONI DI CROCI

Il Codacons invita il sindaco di Milano Moratti a fare come Alemanno che ha accettato il pronunciamento del Tar del Lazio rinunciando ad impugnare la sentenza al Consiglio di Stato. "E’ quello che dovrebbe fare anche il sindaco Letizia Moratti, dato che le delibere del Comune di Milano hanno, a differenza di quanto dichiarato dall’assessore Croci, gli stessi identici limiti di quelle di Roma. La verità è che in tutte le grandi città italiane, pur di spillare soldi ai cittadini, hanno esteso a dismisura e a casaccio le aree a pagamento, inventandosi che erano tutte zone di rilevanza urbanistica, trasformando quella che doveva essere un’eccezione nella regola generale. Nessuno, però, poteva realmente motivare gli atti, dato che nemmeno la persona più fantasiosa può riuscire a dimostrare che una zona periferica della città come via Adige è rilevante come Piazza Duomo o Corso Buenos Aires" ha dichiarato il presidente del Codacons, avv. Marco Maria Donzelli.
Per l’assessore alla Mobilità, Edoardo Croci, stando alle dichiarazioni rilasciate oggi sulla stampa, "non c’è problema, perché tutti gli interventi di regolarizzazione della sosta, tramite le strisce gialle e blu, sono stati preceduti da studi approfonditi, sia dal punto di vista qualitativo che quantitativo".
Peccato che gli studi siano talmente approfonditi da riguardare intere aree, senza distinguo alcuno tra una via e l’altra. Ricordiamo che il Tar del Lazio ha annullato le strisce blu a Roma perché "sono state istituite persino su vie secondarie, prive di abitazioni e di negozi", senza chiarire con dati obiettivi, "come (ed in base a quale criterio) il numero dei parcheggi sia stato commisurato al fabbisogno effettivo".
Ebbene, leggendo le delibere del Comune di Milano, sia la delibera n. Prot. Gen. 687238/2007 – N. Reg. Del. 1909/2007 con la quale istituiva nuove Zone di Particolare Rilevanza Urbanistica che la relazione tecnica preparatoria alla delibera a firma del Direttore del Settore Pianificazione Mobilità Trasporti e Ambiente, i limiti sono evidenti.
Ecco alcuni esempi: come mai ad esempio per i residenti della zona di viale Abruzzi, i parcheggi delimitati con strisce blu a pagamento superano di gran lunga il 50% dei posti disponibili, mentre per quanto riguarda la regolamentazione della sosta nella zona di Corso XXII Marzo, Corso Vercelli e Corso San Gottardo, pur essendo ugualmente densamente abitate e fornite di negozi, il Comune ha previsto spazi di sosta quasi esclusivamente dedicati ai residenti.
Nella relazione tecnica si sostiene che le zone di particolare rilevanza urbanistica vengono create con riguardo a zone in cui vi è alta concentrazione di traffico e negozi. Ci si chiede come l’intera zona della Bicocca possa essere considerata zona con molti negozi e con alta percentuale di traffico. Il Comune di Milano non solo non precisa con esattezza la situazione per ogni singola via, ma in alcuni casi si inventa zone, come "Zona Viale Monza" o "Zona Corso Lodi" senza dare una precisa delimitazione di tale aree, dando luogo a possibili estensioni arbitrarie di tali aree.
 

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