Strisce blu: fino a settembre costeranno 1 euro l’ora
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fonte:
- Giornalettismo.com
La sosta sulle strisce blu costerà un euro l’ora. Il Tar del Lazio ha costretto l’amministrazione capitolina a fare un passo indietro sui rincari e fino alla sentenza dei giudici, attesa per il 15 settembre, sarà in vigore il vecchio tariffario. Un’ora di sosta costerà quindi 1 euro, 4 euro per otto ore consecutive e 70 euro per l’abbonamento mensile. Lo stop del tribunale amministrativo è il 5 nel giro di pochi mesi e fa riferimento alla delibera del 29 giugno 2014 che prevedeva aumenti del 50% sul ticket oltre all’abolizione di tutte le agevolazioni giornaliere e mensili.
IL CODACONS – «Il Comune di Roma – spiega l’associazione dei consumatori in una nota – ha rinunciato dinanzi al Consiglio di Stato alla richiesta di sospensiva della sentenza del Tar Lazio che, accogliendo il ricorso del Codacons, aveva bocciato gli aumenti delle tariffe per le strisce blu della capitale. Intanto gli aumenti delle tariffe rimangono illegittimi. Il Comune di Roma, quindi, dovrà non solo adeguare gli strumenti di pagamento per consentire agli automobilisti la sosta di un’ora al costo di 1 euro, ma anche reintrodurre le agevolazioni cancellate con la delibera bocciata dal Tar».
LA SENTENZA – La sentenza del Tribunale illustra come il Campidoglio abbia utilizzato in modo ingiustificato «la leva finanziaria quale strumento esclusivo per migliorare l’utilizzo degli spazi di sosta». Una delibera fondata su «un’istruttoria incompleta e inadeguata» rispetto alle finalità dichiarate dalla giunta Marino e cioè «regolare l’uso dell’auto da parte dei cittadini che arrivano da aree servite dal trasporto pubblico». «La delibera – si legge nella sentenza – avrebbe dovuto precedere e non seguire la rimodulazione della disciplina di sosta» e per di più non ci sarebbe stata «alcuna verifica circa la specifica domanda di sosta nelle diverse zone tariffate».
UN’ANALISI VECCHIA – Per stilare la delibera l’assessore ai Trasporti Guido Improta avrebbe fatto riferimento ad uno studio dell’Agenzia per la Mobilità già obsoleto. «L’analisi spiega il Tar – si limita alla riproduzione degli elaborati dello studio condotto nel 2008 da un’apposita commissione» e che quindi «deve escludersi che l’Agenzia abbia condotto autonome ed aggiornate verifiche circa l’adeguatezza dell’offerta di trasporto nelle diverse zone».
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