9 Dicembre 2021

Stretta dell’Ue sugli immobili: “Prima di venderli siano ecosostenibili”

Rinnovo energetico obbligatorio prima delle vendita di edifici e abitazioni: entro il 2030 tutti gli edifici occupati a tempo pieno nell’Unione europea dovranno essere efficientati energenticamente, ossia avere almeno una classe sopra la G che è attualmente la più bassa. L’indicazione arriverà la prossima settimana con una proposta della Commissione europea – secondo quanto anticipa l’agenzia internazionale Reuters che cita due fonti della Commissione – che farà parte del pacchetto di interventi per raggiungere l’obiettivo di ridurre le emissioni nette di gas serra del 55% entro il 2030, rispetto ai livelli del 1990.

Gli edifici producono più di un terzo delle emissioni di anidride carbonica dell’Ue e rappresentano il 40% del consumo energetico. L’intervento dell’esecutivo comunitario stabilirà effettivamente uno standard minimo di prestazione energetica per gli edifici in tutta l’Ue, richiedendo ai Ventisette di rinnovare milioni di case, uffici ed edifici commerciali.

Il numero di edifici interessati varierà da Paese a Paese: in Italia, circa un terzo degli edifici residenziali ha il livello G, contro solo il 4% dei Paesi Bassi. La proposta è ancora in discussione e potrebbe cambiare prima di essere pubblicata la prossima settimana. Per l’entrata in vigore servirà l’approvazione degli Stati dell’Ue e del Parlamento europeo. Nella misura non vengono presi in considerazione gli edifici storici.
Stretta europea sulle case, la risposta del Codacons: “E’ un’ipotesi ridicola”

Immediata la reazione negativa del Codacons che boccia senza mezzi termini la proposta della Commissione: “L’obbligo di rinnovo energetico prima della vendita per edifici e abitazioni è una idea ridicola che non potrebbe essere applicata in Italia”.

“Non esiste alcun nesso tra il diritto di vendita di una proprietà privata e l’obbligo di efficientamento energetico che l’Ue vorrebbe mettere in capo ai proprietari di case – spiega il presidente Carlo Rienzi – Un simile provvedimento, infatti, creerebbe un evidente squilibrio a danno di chi possiede una abitazione, porterebbe ad un rialzo ingiustificato dei prezzi delle case e bloccherebbe quasi del tutto il mercato immobiliare”.

“Senza contare che una misura così ridicola e palesemente ingiusta verrebbe immediatamente bloccata dalla Corte Costituzionale e non potrebbe quindi essere attuata nel nostro paese”, conclude Rienzi.

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