Stress test, bene le banche italiane
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fonte:
- l`Adige
intesa san paolo fra le top ma siena è stata bocciata
ROMA – Un «cielo più sereno» sul sistema bancario italiano e un settore «più credibile» dopo gli stress test dell’ Eba. Esprime soddisfazione l’ establishment bancario del Belpaese alla luce dell’ esame dell’ Autorità europea, che ha visto la promozione di quattro istituti italiani su cinque ossia Intesa, Banco, Ubi e Unicredit mentre Mps, come previsto, è stata bocciata. «La credibilità delle banche italiane è rafforzata, ma occorre che le istituzioni europee e italiane lavorino ancora per realizzare più regole comuni per la corretta concorrenza per il mercato bancario», afferma il presidente dell’ Abi Antonio Patuelli, sottolineando che «il risultato complessivo per le banche europee è sostanzialmente soddisfacente e pure per le banche italiane, che escono dagli stress test per quattro meglio delle attese dei mercati e per una con l’ approvazione da parte della Bce di un importante piano di complessivo rafforzamento patrimoniale». Dopo gli stress test «il cielo è più sereno: il sistema bancario italiano è sicuro», aggiunge il presidente di Assopopolari, Corrado Sforza Fogliani, eviden ziando come le Popolari abbiano «un coefficiente patrimoniale medio ben più alto di quello richiesto dalla legge». Ed esulta il consigliere delegato di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina, dopo che la sua banca si è piazzata tra le top venti in Europa. «Il risultato degli stress test rappresenta un passaggio rilevante per Intesa Sanpaolo: siamo i più forti in Europa tra le grandi banche in termini di solidità patrimoniale e i nostri coefficienti superano ampiamente le richieste dei regolatori, anche nello scenario più avverso», dichiara Messina. Tutt’ altro umore naturalmente in Mps, risultata la peggiore banca del Vecchio Continente. Tuttavia la più antica banca del mondo potrebbe rimettersi in carreggiata dopo aver ottenuto il via libera al suo piano di risanamento sia dalla Banca Centrale Europea che da Bruxelles perché «è pienamente in linea con le regole Ue». Piano che prevede la vendita di tutti i 27,7 miliardi di sofferenze lorde e un aumento di capitale fino a 5 miliardi, garantito da un pool di otto banche d’ affari, e che i vertici di Mps hanno preferito a quello alternativo di Corrado Passera. Parla invece di «ottimismo immotivato» dopo gli stress test il Codacons, che sottolinea come i risparmiatori italiani siano sempre «sull’ orlo del precipizio» e che «non dimenticano che abbiamo la banca più disastrata d’ Europa». E critico sull’ esame dell’ Eba è il Financial Times, avvertendo che l’ esito degli stress test «fa poco per ripristinare la fede nelle banche europee». Secondo il quotidiano della City di Londra, infatti, l’ esercizio non ha tenuto conto dei rischi connessi alla Brexit e da tassi d’ interesse negativi. E non fa riferimento a Basilea 4, che prevede un aumento delle soglie patrimoniali per gli istituti. Infine il test, a differenza dell’ esercizio precedente, non prevede un punteggio minimo per essere superato, «facendo nascere il sospetto che sono state assecondate sensibilità politiche».
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