22 Novembre 2017

«Stress No, aneurisma» Roma: muore a 14 anni

diagnosi sbagliata al pertini, si indaga
«Mi scoppia la testa». Sono le ultime parole della 14enne morta a Roma per un violento aneurisma cerebrale scambiato all’ inizio per ‘stress’. Un caso di malasanità, punta il dito il Codacons, mentre il ministro Beatrice Lorenzin ha inviato una task force all’ ospedale Pertini, dove la ragazza è stata ricoverata subito dopo essersi sentita male, appena entrata in classe, alle 8.30 della mattina, lo scorso 4 novembre. È solo stress, ha bisogno di riposo. Dicono i medici alla madre preoccupata. Ma lei non ci crede. Protesta. Insiste. Sua figlia sta troppo male. Chiama i medici che alla fine decidono di fare la tac. Intanto sono passate già tre ore. Alle 11 l’ e- sito della risonanza è drammatico: aneurisma violento alla testa. La ragazza deve essere operata, subito. Viene trasportata al Bambin Gesù: un’ ora di strada in ambulanza, un’ ora che poteva essere risparmiata se solo si fosse deciso di utilizzare l’ elicottero del soccorso. Puntano il dito, ora, i genitori. Undici chilometri: è la distanza che separa i due ospedali. In mezzo tutta Roma, col suo centro e il suo traffico impazzito in pieno giorno che l’ ambulanza e la sua sirena fanno fatica a tagliare. La ragazza arriva al Bambin Gesù alle 13 circa. Viene immediatamente sottoposta all’ intervento chirugico. Sono passate cinque ore da quando si è sentita male. Ma l’ intervento non riuscirà a salvarle la vita. Ormai è troppo tardi. La studentessa morirà il 6 novembre. Da quel giorno i familiari non si danno pace. Vogliono capire se è stato fatto tutto il possibile per salvare la figlia o se i ritardi sulla diagnosi e il concatenarsi degli eventi ha provocato la morte della persona a loro più cara. Si sono rivolti a un legale e hanno nominato un consulente per l’ esame autoptico i cui risultati completi arriveranno entra sessanta giorni. «Siamo in presenza di una tragedia che ha colpito una ragazza assolutamente sana fino a quel momento – racconta l’ avvocato della famiglia Giuseppe Rombolà -. Lotteremo affinché vengano accertate tutte le responsabilità». Ma non sono solo i genitori a voler capire. Sulla drammatica vicenda la Procura di Roma ha aperto un fascicolo, per il momento a carico di ignoti. Il reato ipotizzato e per cui si procede è quello di omicidio colposo. Il sostituto procuratore ha disposto gli atti urgenti come l’ autpsia e trasmesso l’ incartamento ai magistrati che si occupano di reati di colpe professionali. Nel mirino l’ ospedale e i medici che non avrebbero diagnosticato l’ aneurisma. La Regione Lazio ha avviato un’ indagine interna, «richiedendo al Direttore Generale della Asl Roma 2, ove ricade l’ ospedale Pertini – sottolineano in una nota – una relazione dettagliata e un audit clinico in merito al caso della ragazza di 14 anni presa in carico dal Pronto Soccorso della struttura ospedaliera Sandro Pertini di Roma e deceduta in seguito a causa di un aneurisma cerebrale». Anche il ministero vuol vederci chiaro. Beatrice Lorenzin ha inviato all’ ospedale Pertini una task force che dovrà far luce su quanto successo. Carabinieri del Nas e ispettori del ministero dovranno accertare come si siano svolti i fatti che hanno portato al terribile e prematuro decesso della ragazza. RIPRODUZIONE RISERVATA

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