25 Luglio 2018

Strapagò il concerto Adesso chiede i danni

biglietti venduti online: nove imputati
– MILANO – C’ È PURE una ragazza che pagò il suo biglietto carissimo. E che vuole chiedere i danni ai manager musicali accusati di aver speculato sui ticket dei concerti rivenduti online. A settembre il gup Maria Vicidomini dovrà decidere anche su altre richieste di costituzione di parte civile presentate a suo tempo, quelle dell’ associazione dei consumatori Codacons e della Siae. È l’ udienza preliminare a carico di nove indagati – tra persone fisiche e società – nell’ inchiesta sul cosiddetto secondary ticketing, il mercato dei biglietti dei concerti musicali sulla carta già esauriti ma acquistabili sul web. Alcuni imputati, come Roberto De Luca e Antonella Lodi di Live Nation Italia e Live Nation 2, e Corrado Rizzato, ex amministratore di Vivo, tramite i loro legali hanno già chiesto di essere processati con rito abbreviato, che garantisce lo sconto automatico di un terzo sull’ eventuale pena. Il giudice si esprimerà il 25 settembre, quando potrebbe prendere la parola per la discussione il pm titolare dell’ indagine, Adriano Scudieri. Rischiano il processo anche Domenico d’ Alessandro di Di Gi e Charles Stephen Roest, amministratore del sito internet di rivendita di biglietti Viagogo. Secondo il capo di imputazione, i promoter – che grazie al meccanismo accertato avrebbero incassato dal 2011 al 2016 ricavi per oltre un milione di euro – da un lato avrebbero fatto credere al pubblico «divulgando false informazioni» che i biglietti dei concerti finiti nel mirino della magistratura fossero quasi esauriti inducendo i fan ad acquistarli «ad un prezzo estremamente più elevato rispetto al valore facciale». Dall’ altro lato avrebbero anche stipulato «accordi occulti» con il sito di bagarinaggio online Viagogo, sul quale «un elevato numero di biglietti» veniva messo in vendita «a un prezzo ingiustificatamente maggiorato rispetto a quello stabilito dagli artisti». «Tutti gli indagati – scrive Scudieri – adoperavano artifizi volti a cagionare un aumento o una diminuzione del prezzo dei biglietti degli spettacoli». Un raggiro, denunciato a suo tempo dal programma tivù Le Iene, di cui i cantanti e i loro gruppi erano completamente estranei, secondo la ricostruzione della procura. Gli organizzatori di concerti come quello dei Coldplay o di Vasco Rossi, mettevano in vendita a un prezzo normale un numero ristretto di tagliandi, la rimanente parte veniva rivenduta online su siti specializzati a cifre anche decuplicate, e la stessa società organizzatrice otteneva altri guadagni. «UN SISTEMA», lo definisce il pm Scudieri». L’ accordo, secondo l’ accusa, prevedeva che il 90% degli incassi ottenuti dalla vendita dei biglietti ricevuti direttamente dagli organizzatori venisse retrocesso «sotto forma di consulenza» agli stessi promoter mediante «fatture oggettivamente false». E, stando a quanto era emerso dalle indagini, con questo sistema non sono stati danneggiati solo i fan di Bruce Springsteen o dei Coldplay che, per un concerto si trovavano a dover sborsare cifre da capogiro, ma anche la Siae che si è vista non versare i diritti d’ autore.

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