23 Luglio 2013

Stranieri salvano turismo italiano, ma solo 13% va al sud

Stranieri salvano turismo italiano, ma solo 13% va al sud

Gli stranieri continuano a preferire l’Italia ed è grazie a loro che il turismo nostrano non ha subito un tracollo. Anche se solo il 13% sceglie il sud e comunque il nostro Paese riesce a intercettare flussi sempre minori di stranieri: di qui la necessità di una strategia nazionale di promozione che affianchi quella delle Regioni. L’analisi arriva da uno studio Confesercenti-Ref il quale rivela anche che l’Italia riceve dagli stranieri un voto altissimo, superiore all’8.
Gli stranieri tendono a privilegiare mete nel Centro-Nord: Roma mantiene la testa della classifica degli arrivi, seguita da Milano, Venezia e Firenze. Solo il 13% degli arrivi dall’estero, invece, è registrato nelle regioni del Mezzogiorno. Lusinghieri anche i voti assegnati dai turisti stranieri alle varie regioni italiane. Nella classifica dei giudizi complessivi si trova in testa la Toscana (8,57) seguita da Valle D’Aosta (8,55) e Umbria (8,52).
La maggior parte dei turisti ha tra i 35-44 anni e 45-64. Le vacanze per motivi culturali interessano proporzionalmente di più i giovani (fino a 44 anni), mentre tra i turisti maturi incidono di più le vacanze in montagna o al lago, quelle in agriturismo o enogastronomiche.
Ma la vacanza culturale, in una città d’arte, è il motivo prevalente per i viaggi turistici nel nostro paese: è la ragione prevalente di chi visita Toscana, Umbria e Lazio, mentre incide poco nelle regioni meridionali, soprattutto nelle Isole, così come in alcune regioni del Nord, come Friuli, Trentino, Valle D’Aosta. Questo evidenzia l’esigenza – osserva lo studio – di una maggior promozione del patrimonio artistico e culturale di questi territori.
Per quanto riguarda i mezzi di trasporto utilizzati si nota una forte spaccatura tra Nord e Sud. Sebbene l’aereo resti il principale mezzo, nelle regioni settentrionali di confine la sua rilevanza è moderata, mentre si osserva una maggiore incidenza dell’auto o dei pullman. Nel Mezzogiorno, invece, la quasi totalità dei turisti stranieri ha utilizzato l’aereo.
I lusinghieri voti espressi dagli stranieri contrastano con il calo costante della quota di turismo estero che l’Italia intercetta sul piano mondiale. Eravamo agli inizi del decennio a circa il 6% e siamo scesi ben sotto il 5%. Ragione di più, secondo Confesercenti, per elaborare un progetto ‘turismo Italia’ che veda un confronto aperto e concreto fra governo, parti sociali e autonomie locali; attivare una politica promozionale e affrontare la questione Sud.
La colpa del calo di turisti nelle città italiane – secondo il Codacons – va attribuito principalmente ai rincari registrati negli ultimi anni nel settore turistico che hanno contribuito ad allontanare i turisti stranieri portandoli a scegliere mete più economiche come la Spagna.
“I dati di Confesercenti – ha commentato il ministro dei Beni culturali e del Turismo, Massimo Bray – fotografano l’Italia come una delle mete di vacanza che continua ad essere scelta di più dagli stranieri. Ma dobbiamo fare di più e meglio. Il governo deve impegnarsi a trovare le soluzioni per favorire chi è impegnato a sviluppare il turismo, anche nel sud Italia, dove i beni culturali e paesaggistici sono una risorsa fondamentale sulla quale investire per incrementare la presenza di turisti italiani e stranieri”.

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