26 Maggio 2022

Stralcio Provvedimenti Giudiziari

    Avviso ex 415-bis PM Giammaria – Proc.to RGnr 22789/20 (Roma) LA DIFFAMAZIONE CI SAREBBE…RINVIO A GIUDIZIO DEL CODACONS PER AVERE OFFESO IL RAPPER CON LE SEGUENTI AFFERMAZIONI

    – “una operazione di marketing auto promozionale più che un’opera di solidarietà” … “illecito di pubblicità occulta ad un noto marchio automobilistico” … “realizzato una enorme campagna pubblicitaria ad un noto marchio di auto di lusso, pubblicità che ha colpito in modo subdolo migliaia di utenti che hanno visto i video e le storie pubblicate”;

    – “denunciato Fedez all’Antitrust chiedendo l’apertura di un procedimento sul caso, e alla Polizia Postale, cui si chiede di oscurare le pagine di web e social network relative alla pseudo operazione di beneficenza del rapper”

    Avviso ex 415-bis PM Cirielli – Proc.to RGnr 36306/21 (Roma) LA DIFFAMAZIONE CI SAREBBE…RICHIESTA DI RINVIO A GIUDIZIO DEL CODACONS PER AVERE OFFESO IL RAPPER CON LE SEGUENTI AFFERMAZIONI

    – “Due cose. La prima è l’ingiustificabile tentativo di censura che la Rai ha opposto all’intervento di Fedez, la seconda è l’immensa pubblicità occulta ad una marca sportiva fatta dal palco del #concertoprimomaggio”;

    – “presenteremo domani un esposto ad Antitrust e Commissione di vigilanza Rai affinché sia aperta una inchiesta volta a sanzionare chi ha permesso a Fedez di realizzare, attraverso il concerto del primo maggio e gli schermi Rai, un mega spot pubblicitario a favore della Nike, di cui il rapper indossava un cappellino con il marchio ben in vista”;

    – “siamo felici dell’annuncio di Fedez di una querela contro di noi. Sarà finalmente l’occasione per far cessare le violenze, le ingiurie e gli insulti che periodicamente rivolge al Codacons e che fomentano odio sul web”;

    – ” la storia non proprio d’amore tra Fedez e il Codacons si arricchisce di un nuovo frizzante capitolo”;

    – “un videoclip che è una vera e propria incitazione al consumo di Coca-Cola, oltre che una pubblicità camuffata da brano musicale che viola le regole disposte dall’Antitrust”.

    Richiesta di archiviazione PM Rossato – Proc.to RGnr 13093/20 (Milano)-LA DIFFAMAZIONE NON CI SAREBBE PER LE OFFESE GRAVISSIME DEL RAPPER AL CODACONS COME SEGUONO

    – “Alla luce di quanto esposto non si ritiene sostenibile l’accusa in giudizio per il reato di diffamazione in quanto i commenti di cui si duole la persona offesa riguardano la critica di un comportamento pubblico dell’associazione di consumatori CODACONS di cui l’indagato ha evidenziato una problematica in materia di trasparenza nella comunicazione con gli utenti. Pertanto, anche a voler ritenere diffamatorie le espressioni utilizzate, i fatti denunciati appaiono comunque scriviminati dall’esercizio del diritto di critica: nel caso di specie le dichiarazioni di cui la p.o. si lamenta appaiono, seppur critiche, non esorbitanti i limiti della continenza e della pertinenza, trattandosi di meri commenti al suo operato, espressi sia pure in maniera sferzante, ma in ogni caso in modo del tutto conforme alla libera manifestazione di opinioni. Nella specie la frase in esame pronunciata dall’indagato nel video nei confronti del Codacons, di cui i querelanti si dolgono, è di voler ottenere “visibilità distruttiva mangiando sopra le macerie di una tragedia“. Tale espressione, pur dai toni accesi ma comunque non infamanti, deve essere Inoltre contestualizzata nel delicato periodo storico di emergenza sanitaria vissuta dal paese intero in cui è stata pronunciata”;

    – “Si ricorda invero che costante giurisprudenza ritiene che qualora sussista un interesse dei cittadini ad essere informati ed a partecipare al dibattito sociale e politico, permane la possibilità di diffondere notizie “potenzialmente lesive” dell’altrui reputazione, essendo scriminate alla luce della esimente consistente nel diritto di critica qualora siano rispettati i sopra richiamati criteri di pertinenza (sussistenza di un interesse da parte dell’opinione pubblica) e continenza (correttezza, sostanziale e formale, nell’esposizione dei fatti)”;

    – “Inoltre la Suprema Corte ha sostenuto che quando il discorso pubblicato ha un contenuto esclusivamente valutativo e si sviluppi nell’alveo di una polemica intensa e dichiarata (come appare essere l’odierna in esame, in quanto ambo le parti sono solite essere al centro di polemiche mediatiche) frutto di opposte concezioni, su tematiche fortemente dibattute, i limiti scriminanti del diritto garantito dall’art. 21 Cost sono sostanzialmente quelli costituiti dalla rilevanza sociale dell’argomento e dalla correttezza delle espressioni adoperate”.

    NDR: IL PM ROSSATO CHE HA REDATTO LA RICHIESTA SU MINUTA DELLA STAGISTA DELLA PROCURA DIANDRA MANGANO- FOLLOWER DEL QUERELATO- DOPO CHE SOLLECITATO DA UNA INTERROGAZIONE PARLAMENTARE IL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA LO HA SCUSATO PERCHE’ LA STAGISTA NON LO AVEVA INFORMATO DI ESSERE FOLLOWER DEL QUERELATO, LUI SI E’ SENTITO OFFESO E HA AVVIATO UNA CAUSA PER DANNI DA DIFFAMAZIONE CONTRO IL CODACONS CHIEDENDO 40.000 EURO DI RISARCIMENTO.

    Ordinanza di archiviazione GIP Crepaldi – Proc.to RGnr 13093/20 (Milano)- LA DIFFAMAZIONE NON CI SAREBBE PER LE OFFESE GRAVISSIME DEL RAPPER

    – “non dimentichiamoci che questa è l’associazione che dovrebbe garantire trasparenza e tutela del consumatore, che viene a fare le pulci a me e a mia moglie chiedendoci come sono stati spesi i soldi (…) e voi fate una campagna contro il coronavirus, chiedete soldi contro il coronavirus e quando uno ci clicca sopra magicamente i soldi finiscono solo alla vostra associazione E allora siete voi a dover ci dire dove cazzo finiscono i soldi che vi danno le persone. È scandaloso”;

    – “questa persona oltretutto sta cercando di minacciarmi e intimidirmi in tutte le maniere possibili, non capendo che con me non funziona “;

    – “spero che riusciate a capire che quello che state facendo non solo è pericoloso, ma non serve a un cazzo, ad aiutare nessuno se non i vostri interessi!”;

    – “quindi vorrei aggiungere a tutto quello che ho detto in precedenza, caro CODACONS, che potete andare a fare in culo!”;

    – “il Pubblico Ministero ha chiesto l’archiviazione del procedimento evidenziando come le affermazioni del Lucia risultino scriminante dal diritto di critica avendo ad oggetto un comportamento pubblico dell’associazione, non esorbitanti i limiti della continenza e della pertinenza all’interesse pubblico”;

    – “il Pubblico Ministero ha chiesto l’archiviazione del procedimento evidenziando come le affermazioni del Lucia risultino scriminante dal diritto di critica avendo ad oggetto un comportamento pubblico dell’associazione, non esorbitanti i limiti della continenza e della pertinenza all’interesse pubblico”;

    – “ritiene il giudice di dove accogliere la richiesta del Pubblico Ministero e disporre l’archiviazione del procedimento. È evidente, Infatti, come le dichiarazioni pubbliche mediante i social del Lucia rappresentino opinioni di quest’ultimo, basate su fatti veri e comunicate in modo continente e rispondenti all’interesse pubblico”;

    – «non possono neppure censurarsi le modalità espressive del Lucia che non trasmutano mai nella gratuita e immotivata aggressione della reputazione dell’opponente. Anche in relazione all’ultimo video – nel quale il Lucia ha invitato il Codacons letteralmente ad “andare a fare in culo” –  a ben vedere l’espressione non assume i contorni di un reale dileggio, collocandosi in un contesto di provocazione, volta criticare l’assunto secondo il quale “internet non è un mezzo diffamatorio“».

    Richiesta di archiviazione PM Gentilini – Proc.to RGnr 30347/20 (Milano)- LA DIFFAMAZIONE NON CI SAREBBE PER LE OFFESE GRAVISSIME DEL RAPPER

    – ” Ebbene, come già sopra scritto, anche alla luce delle difese apportate dall’indagato, la notizia di reato si reputa manifestamente infondata, in quanto anche laddove dovessero essere qualificate come diffamatorie le espressioni usate, nel caso di specie ricorrerebbe l’esimente del diritto di critica, tutelato dall’art 21 Cost.”;

    – “Quanto all’espressione colorita usata dall’artista a chiusura del suo video del 28 marzo 2020 (“Caro Codacons potete andare a fare in culo”), non può che richiamarsi il costante indirizzo della giurisprudenza di legittimità che esclude la carica offensiva di espressioni quale quella usata dall’indagato che sono diventate oramai di uso comune in determinati contesti, dove i soggetti interagiscono in posizione di parità (cfr. Cass Sez V, 29.10.2009 n. 3931), come nel caso di specie”.

    Ordinanza di archiviazione GIP Calabi – Proc.to RGnr 59439/18 (Milano)- LA DIFFAMAZIONE NON CI SAREBBE PER LE OFFESE GRAVISSIME DI ALTRE ASSOCIAZIONI AI DANNI DI CODACONS

    – “il Pubblico Ministero presentava richiesta di archiviazione del procedimento per infondatezza della notizia di reato, asserendo che le parole utilizzate dall’autore dell’articolo “triplice carriera a proprio uso e consumo” e la “triplice dei paladini dei consumatori” erano entrambe espressioni che, lungi dal fornire un’immagine lesiva della reputazione, davano atto, seppur in modo sarcastico ed irriverente, dello sviluppato interesse da parte del querelante al mondo della politica e ad una carriera in tale ambito, senza mai affermare che quanto fatto a tutela dei consumatori fosse il solo mezzo per raggiungere i propri traguardi di carriera e che le azioni intraprese fossero sempre state guidate da una finalità egoistica. Pertanto, quanto scritto dall’autore appariva una manifestazione legittima di un’opinione critica espressa in toni rispettosi e mai volgari”;

    – “Quanto alle le considerazioni della Difesa circa il superamento del limite della continenza, ci si limita a rilevare che tale parametro postula che l’esposizione dei fatti accaduti deve essere corretta in modo che siano vietate gratuite aggressioni all’altrui reputazione: Ebbene, nel caso di specie, pur riconoscendo il tono irriverente della trattazione, il testo ŕ scevro da offese all’onore e alla credibilità del Rienzi, essendo tuttalpiù espresso con un registro assolutamente proprio e consono uno scetticismo dell’autore circa il maturato interesse per la politica da parte del fondatore del Codacons”;

    – “la giurisprudenza della Corte di Cassazione arriva, quindi, ad ammettere anche l’uso di termini offensivi stante l’elasticità del concetto di continenza se funzionali alla critica: in forza dell’interpretazione estensiva di questo concetto, non si può a maggior ragione non ricomprendere il caso in esame nell’alveo del legittimo esercizio del diritto di critica in quanto i termini scelti dall’autore dell’articolo per descrivere la persona offesa non sono certo definibili volgari o infamanti”.

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