20 Giugno 2003

Stragi del sabato, discoteche chiuse alle tre

Stragi del sabato, discoteche chiuse alle tre


I tempi sono lunghi, ma questa potrebbe essere l?ultima estate libera per i nottambuli, i festaioli, gli amanti delle discoteche che vivono a ritmi da sballo di musica e alcool. L?ultima, perché il disegno di legge varato ieri dal governo mette un freno a tutto ciò in nome della sicurezza dei giovani che si divertono e che poi finiscono con la macchina accartocciata contro un palo. Un mazzo di fiori, una foto e una croce piantata come ricordo. L?ipotesi di lavoro sulla quale si aprirà il confronto parte dalle misure che il vice premier Gianfranco Fini e il ministro per i rapporti con il Parlamento Carlo Giovanardi hanno illustrato.
Si inizia dall?orario di chiusura dei locali: tutti devono sbarrare le porte alle tre. Poi la musica: dalle 2 alle 3 i ritmi dovranno essere più soft, in sostanza dovranno placare le frenesie e lo sballo. L`alcool è il terzo punto: un?ora prima della chiusura del locale non potranno essere più vendute bevande alcoliche e il divieto varrà anche in altri locali, pub e birrerie dalle 3 alle 5 di mattina. Un giro di vite per evitare le stragi del sabato sera le cui vittime malgrado gli appelli, le campagne pubblicitarie, sono in costante aumento. Il governo ha pensato anche agli after hours: chi pensa di poter lasciare il locale per poi riaffacciarsi la mattina e continuare a ballare dovrà aspettare fino alle 11 prima di poterlo fare. Esattamente l?opposto di quanto accade ora: in un locale si inizia a ballare all?una, si finisce alle 5 e alle 7 si prosegue con l?after.
«So bene – ha spiegato Fini – che è un provvedimento che farà discutere ma d?altra parte, di fronte allo spaventoso numero di giovani che perdono la vita, non potevamo stare con le mani in mano. Se riusciremo a ridurre anche di poco il numero delle vittime sarà stato un successo». Una legge «moralmente» giusta per Fini. Sulla stessa linea Carlo Giovanardi: «La scelta dell?orario è stata presa in base ad approfonditi sondaggi. In questo modo si eviteranno fenomeni di nomadismo e peregrinazione da un locale all?altro». Dal ?92 ad oggi – ha ricordato Giovanardi – le stragi del sabato sera hanno provocato la morte di 6mila giovani di età compresa tra i 18 e i 25 anni.
Numerose le critiche e i giudizi polemici provenienti non solo dai politici ma anche da addetti ai lavori e associazioni. «È un provvedimento vergognoso – ha dichiarato Pierluigi Diaco, dj e giornalista – antiliberale e perfino antiberlusconiano. Non posso credere infatti che un amante della musica come Berlusconi possa essere d`accordo. Fini e Giovanardi vengano in discoteca, questa non è la strada giusta». Meglio sarebbe, suggeriscono Gianni De Michelis e Paolo Cento dei Verdi, intensificare i controlli nelle zone ad alta intensità di discoteche, con l`etilometro e l`impiego massiccio di centinaia di agenti di forze dell`ordine, o addirittura proibire la vendita degli alcolici in toto, come propone l`Intesa consumatori.
Certo è che che nessuno è contento ad eccezione della maggioranza (Lega compresa). Anche i gestori dei locali notturni e le imprese annunciano battaglia. Fipe-Confcommercio e Silb-Fipe: «Non lasceremo nulla di intentato perchè non venga leso il diritto di intrattenimento dei cittadini e il diritto di impresa, oggi minati da un rigurgito di oscurantismo».

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