19 Luglio 2013

Strage di Viareggio: «Tutti a processo»

Strage di Viareggio: «Tutti a processo»

 

 

ELISABETTA ESPOSITO Tengono tra le mani le fotografie dei loro padri, figli, mariti, fratelli, amici. Davanti al tribunale di Lucca, i parenti delle 32 vittime della strage ferroviaria di Viareggio si sciolgono tra lacrime e sorrisi. Hanno l’ impressione che la giustizia esista e sia ora più vicina. Il gup Alessandro Dal Torrione ha infatti deciso ieri di rinviare a giudizio tutti i 33 imputati per il drammatico incidente del 29 giugno 2009. Tra loro anche l’ a.d. di Ferrovie dello Stato Mauro Moretti , di cui adesso in tanti, dai familiari delle vittime al Codacons, chiedono le dimissioni immediate. E poi ci sono dirigenti e funzionari di altre società (nove in tutto) del Gruppo e delle ditte responsabili del treno e della sua sicurezza: tutti a processo per tutte le accuse formulate dalla Procura. Si va dal disastro ferroviario colposo all’ incendio colposo, dall’ omicidio alle lesioni colpose plurime, fino alla violazione delle norme sulla sicurezza sul lavoro. È stata acquisita agli atti come prova anche la relazione ministeriale di indagine, in cui si afferma che la cisterna che trasportava Gpl, deragliata alla stazione di Viareggio per un asse portante che si è spezzato, è stata squarciata dal «margine tagliente» di un picchetto di regolazione delle curve e non, come affermato dalla perizia dell’ incidente probatorio, da un pezzo dello scambio. L’ inizio del dibattimento è fissato per il 13 novembre. Davanti al tribunale c’ è anche un uomo, barba e capelli bianchissimi e sguardo rassicurante. Qualcuno lo abbraccia, altri gli stringono la mano. È Riccardo Antonini , il ferroviere licenziato da Ferrovie dopo essersi prestato a fare il consulente di parte per la Cgil e per alcuni familiari delle vittime: «Ora Moretti deve fare non uno ma due passi indietro. Anzi, devono farglieli fare perché da solo non li farà». Verità E i parenti hanno annunciato che scriveranno una lettera a Napolitano chiedendo di togliere a Moretti il cavalierato. L’ a.d. per ora non commenta, ma per il suo avvocato, Armando D’ Apote, il rinvio a giudizio dei 33 imputati «era atteso, confido che molto del fumo che circonda la vicenda si diraderà nella pienezza del contraddittorio». Mentre il legale di Rfi, Ambra Giovene, ammette: «Ci saremmo aspettati una più rigorosa applicazione delle regole, ma il giudice non se l’ è sentita di prendere delle decisioni, facendo delle scelte sugli imputati». Tra le foto delle 32 persone che morirono per quell’ esplosione che fece crollare sogni e palazzi, si sentono ora emozioni diverse. Accanto al dolore c’ è speranza, accanto alla paura il senso di giustizia. «È un primo ma importantissimo passo. Non vogliamo vendetta, solo verità e sicurezza», commenta Daniela Rombi . Sua figlia Emanuela è morta 42 giorni dopo l’ incidente al centro grandi ustionati di Pisa. Aveva 21 anni. © RIPRODUZIONE RISERVATA.

elisabetta esposito

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