19 Luglio 2013

Strage di Viareggio, Moretti a processo

Strage di Viareggio, Moretti a processo

 

Non ho niente da dire” ha commentato l’ amministratore delegato di Fs Mauro Moretti mezz’ ora dopo il suo rinvio a giudizio per la strage ferroviaria di Viareggio del 29 giugno 2009 in cui morirono 32 persone. Il processo inizierà il 13 novembre. Alle 11 di ieri mattina il gup Alessandro Dal Torrione è entrato in camera di consiglio per decidere sulle richieste di rinvio a giudizio dei 33 imputati nel procedimento per quel treno carico di gpl che deragliò attraversando la stazione nel centro della località della Versilia. Le cisterne si ribaltarono, una si squarciò e il gas fuoriuscito esplose, devastando un intero quartiere. “Prendiamo atto di una decisione deludente” sono state le parole del difensore di alcuni dirigenti di Rfi, società coinvolta nel processo, assieme alla ditta Gatx proprietaria del convoglio, della tedesca Jungenthal che revisionò il carro e della Cima che lo montò. Le accuse per i 33 imputati sono omicidio colposo plurimo e disastro ferroviario. Ad alcuni di essi sono state contestate anche violazioni delle norme sulla sicurezza sul lavoro. “L’ Italia ha imparato la lezione”, scrive in una lunga nota il sottosegretario alle Infrastrutture e Trasporti Erasmo D’ Angelis che, al contrario, non ha rilasciato alcuna dichiarazione su Moretti. Al governo ieri Codacons e familiari delle vittime ieri hanno chiesto dimissioni immediate del-l’ ad. “In qualsiasi paese civile, l’ amministratore di una società coinvolto in un processo così importante avrebbe rassegnato le proprie dimissioni”. Erano le 23.48 quando il convoglio, che continua a passare ogni settimana, con 14 cisterne cariche di gpl, deragliò appena entrato nello scalo ferroviario: il primo carro e altri quattro si rovesciarono. Sul fianco di una cisterna si aprì uno squarcio di 40 centimetri, il gpl fuoriuscì e tre minuti dopo si verificarono le esplosioni che investirono le abitazioni delle via Ponchielli e Porta Pietrasanta. L’ Associazione 29 giugno chiede che vengano ritirati tutti i provvedimenti nei confronti dei ferrovieri impegnati sul tema della sicurezza. È il caso di Riccardo Antonini, ferroviere licenziato per essere stato consulente nella fase dell’ udienza preliminare. I familiari delle vittime scriveranno al presidente Napolitano perché ritiri il cavalierato conferito a Moretti.

di elisabetta reguitti

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