Strage di Monteforte “Revisione del bus carte falsificate quattro mesi prima”
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fonte:
- la Repubblica
PIERLUIGI MELILLO UNA strage annunciata. Perché quel bus della morte non era mai stato sottoposto a revisione. C’ erano carte false a bordo del mezzo che la sera del 28 luglio scorso precipitò dal viadotto Acqualonga della Napoli-Bari a Monteforte Irpino, causando la morte di quaranta turisti quasi tutti di Pozzuoli, reduci da un pellegrinaggio a Pietrelcina. «Ma quanti bus sono nelle stesse condizioni?», si chiede il Codacons. Ora sotto inchiesta ci sono anche due dipendenti della Motorizzazione civile di Napoli. Vittorio Saulino, di 56 anni, di San Giorgio a Cremano, e Antonietta Ceriola, 63 anni di Giffoni Sei Casali (Salerno) sono indagati per falso. Agli atti dell’ accusa anche una perizia grafologica. Secondo gli attestati, la revisione del bus era stata effettuata regolarmente il 26 marzo del 2013, cioè circa quattro mesi prima della tragedia. Invece, per la Procura di Avellino le carte erano false, sarebbero state compilate dopo quella data, e la revisione mai eseguita. I familiari delle vittime chiedono la verità. «Si gioca sulla pelle della gente – accusa l’ Associazione amici sostenitori della polizia stradale – le revisioni sono diventate molto spesso solo un business per alcuni. Basta alzare il coperchio e viene fuori di tutto». Il bus guidato da Ciro Lametta aveva macinato migliaia di chilometri, era rientrato da pochi giorni da un pellegrinaggio a Medjugorje, ma affrontando il valico di Monteforte dell’ A16 subì danni gravissimi: prima si staccò il sistema di trasmissione, poi saltò il sistema frenante. Un mezzo ormai fuori controllo nella discesa verso Napoli. L’ autista cercò di rallentare, facendo leva sulle barriere di protezione che, all’ altezza del viadotto Acqualonga, si sbriciolarono. E tra gli indagati ci sono anche cinque dirigenti della società Autostrade spa, accusati di omicidio colposo plurimo e disastro colposo, mentre ai due dipendenti della Motorizzazione civile di Napoli, la Procura contesta il reato di falso in atto pubblico. I documenti presentati dalla “Mondo Travel” alla Polstrada di Avellino dopo la tragedia riportano la data del 26 marzo 2013, ma la perizia affidata alla grafologa Silvana Iuliano avrebbe accertato che la firma sarebbe stata apposta soltanto dopo quella data. Nella documentazione mancavano la richiesta di sottoporre l’ automezzo a revisione e il pagamento del previsto versamento. «Ci chiediamo se nel nostro paese circolino altri bus turistici nelle medesime condizioni, ossia pullman che risultano regolarmente revisionati pur non essendo mai stati sottoposti ad alcun controllo», afferma il presidente del Codacons Carlo Rienzi, che chiede «al ministro Maurizio Lupi di avviare una revisione straordinaria di tutti i pullman turistici operanti nel nostro paese, con particolare riferimento a quelli sottoposti a controllo da parte della Motorizzazione civile di Napoli negli ultimi anni». Il Codacons si costituirà parte civile nel procedimento, chiedendo «un risarcimento nei confronti di chi risulterà responsabile di aver messo a repentaglio la salute dei cittadini». © RIPRODUZIONE RISERVATA
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