12 Settembre 2003

Strage di anziani: 5mila morti in più per il caldo-killer





ROMA ? Il caldo torrido di quest`estate ha provocato, tra il 16 luglio e il 15 agosto, la morte di 4.174 anziani in più rispetto allo stesso periodo dell`anno scorso. Le cifre: 34.071 morti nel 2003 contro i 29.896 del 2002. I dati sono stati resi noti dal ministro della Salute, Girolamo Sirchia, che aveva disposto un`inchiesta dopo le polemiche nate in seguito al gran numero di morti tra gli anziani a luglio e agosto.
«Vergogna nazionale»
L`indagine, svolta dall`Istituto superiore di sanità, ha riportato i dati di 21 uffici anagrafici di altrettanti capoluoghi di regione e di provincia autonoma. Quando lo studio sarà definitivo, spiegano all`Iss, è probabile che si raggiunga quota cinquemila morti. L`aumento maggiore (+ 40,2%) è stato osservato tra gli over 65, e ancora di più tra gli over 75 (+49,1%%).
Tra i più anziani il maggior numero di morti si è registrato nel Nord-Ovest con 982 decessi (49,1%), seguito dal Centro (570 decessi, pari al 43,8%), dal Nord-Est (213 decessi, pari al 33,8%) e dal Sud (255 decessi, parial 25,6%). Tra le città in cui si è verificato il più alto numero di eventi luttuosi figura in testa Torino con un drammatico raddoppio tra gli over 75 (+108%), vengono poi L`Aquila (+105,3%), Genova (+79,4%), Perugia (75,4%), Milano (+69,3%), Bologna (+54,5%), Roma (+51,5%). Una decisa diminuzione si è invece registrata a Campobasso (-25%), Aosta (-21,7%), Catanzaro (-15,2%). Ecco, inoltre, il triste identikit dell`anziano deceduto quest`estate: over 75, con una preesistente malattia, abita da solo in un piccolo appartamento (spesso ai piani alti) senza condizionatore d`aria, basso livello socio-economico. E non è che le cose vadano meglio per chi si trova in un ospizio. Infatti, tra le 685 case di riposo ispezionate dai Nas dal primo al 31 agosto scorso, 281 (40%) sono risultate fuori norma: lo ha riferito lo stesso Sirchia durante la presentazione dei dati sulla mortalità degli anziani. «E` una vergogna nazionale, un segno di inciviltà del Paese, un momento di grande mea culpa per tutti quanti», ha tuonato il ministro. E ha aggiunto: «Non stiamo parlando di residence o di campeggi, ma di strutture destinate alla fascia più debole della popolazione».
«Colpa dei medici di base»
Proprio per fronteggiare le emergenze sanitarie, Sirchia ha proposto la creazione di un Centro nazionale di salute pubblica. Il progetto sarà discusso con le Regioni e i Comuni in un incontro che servirà per gettare le basi di un piano di intervento per la tutela degli anziani. «Dobbiamo evitare ? dice Sirchia ? di arrivare impreparati di fronte a queste emergenze». «Se questo inverno sarà molto rigido, avremo altri 4.000 decessi in più», è l`allarme lanciato dal dottor Roberto Bernabei, dell`Istituto di geriatria dell`Università Cattolica di Roma. Secondo il quale la famiglia continua a essere un sostegno importante per gli anziani. Da parte sua il Codacons chiede di continuare a monitorare la situazione: «La colpa è dei medici di famiglia, anello debole del servizio sanitario: un esercito di 60mila persone sottoutilizzato».




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