12 Aprile 2019

«Strage dei treni, la Regione paghi»

via al processo per l’ incidente. i parenti delle vittime: «colpa anche dei mancati controlli»
TRANI. «La Regione Puglia va citata come responsabile civile» per il disastro ferroviario delle vecchia Bari Nord che il 12 luglio 2016, nella tratta tra Andria e Corato, costò 23 morti e 51 feriti. È una delle richieste formulate nell’ ambito delle questioni preliminari del processo iniziato ieri davanti al Tribunale di Trani. A chiederlo sono stati i difensori di alcune parti civili che dunque hanno reiterato l’ istanza già formulata e rigettata dal giudice per l’ udienza preliminare Angela Schiralli. Dal suo canto la Regione – che ha affidato la linea a Ferrotramviaria Spa (responsabile civile così come il Ministero delle Infrastrutture) – ha già la veste di parte civile a seguito dell’ ammissio ne pronunciata proprio dal gup. Sulla nuova istanza delle parti civili dovrà pronunciarsi il Tribunale alla prossima udienza del 2 maggio, che si svolgerà nell’ au la bunker del supercarcere di Trani, capace, a differenza dell’ aula del palazzo di giustizia di Trani, di ospitare i numerosi parenti delle vittime che seguono il procedimento. In avvio, il presidente del collegio, Giulia Pavese, ha reso noto d’ aver rigettato la richiesta di astensione depositata nei giorni scorsi dal giudice a latere Paola De Santis in quanto parente di quarto grado di una delle vittime. Terzo componete del collegio, tutto femminile, è Sara De Rosa. Dopo la verifica della regolare costituzione delle parti, sono tornate a chiedere l’ ammissione tra le parti civili le associazioni di consumatori Codacons, Ubf, Conconsumatori (le loro istanze furono respinte dal gup) e l’ as sociazione animalista Gepa. Oltre alla Regione, il gup ammise la costituzione di parte civile dei Comuni di Andria, Corato e Ru vo di Puglia nonché delle associazioni Acu ed Anmil. Due capitreno (non coinvolti nell’ inci dente) hanno chiesto la costituzione di parte civile nei confronti di 4 imputati tra ex ed attuali manager di Ferrotramviaria per l’ accusa che i pm Alessandro Pesce e Marcello Catalano muovono in relazione all’ omesso adeguamento dei alcuni sistemi di sicurezza. Hanno invece ritirato le costituzioni di parte civile sette persone fra parenti delle vittime e feriti perché già risarciti. Tra loro anche il capotreno Nicola Lorizzo, il solo ferroviere superstite fra i quattro in servizio quel giorno sui due convogli, che tuttavia figura fra i 18 imputati (17 persone fisiche e la società Ferrotramviaria). I reati contestati a vario titolo dalla Procura di Trani sono disastro ferroviario, omicidio colposo e lesioni gravi colpose, omissione dolosa di cautele, violazione delle norme sulla sicurezza sul lavoro e falso. Una diciannovesima imputata, Elena Molinaro, dirigente del ministero delle Infrastrutture, ha chiesto il giudizio abbreviato: la sua posizione è stata stralciata e sarà valutata dal gup dopo che l’ 8 maggio arriverà la requisitoria della Procura. All’ udienza – insieme a molti familiari delle vittime, alcuni dei quali indossavano magliette con le foto dei parenti scomparsi – ha partecipato il capostazione di Corato, Alessio Porcelli, nel frattempo andato in pensione. Porcelli, insieme al collega Vito Piccarreta (capostazione di Andria) è considerato responsabile dell’ errore che causò l’ incidente. Ai cronisti ha negato qualsiasi responsabilità nella tragedia. «Anche noi vogliamo che venga accertata la verità – ha affermato il suo legale, Massimo Chiusolo e confidiamo che in questo accertamento emerga l’ estraneità di Porcelli. Nel processo ci sarà l’ opportunità di chiarire ogni circostanza perché Porcelli renderà un ampio interrogatorio, come lo rese nella fase delle indagini».

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