1 Agosto 2011

Strade vuote, aeroporti pieni la vacanza si prende al volo

Strade vuote, aeroporti pieni la vacanza si prende al volo
 

ROMA – Forse è colpa del caro benzina o forse è merito dei voli low cost. Da una parte c’ è il timore di restare prigionieri su un’ autostrada delle vacanze spendendo un botto e dall’ altra la tentazione di un decollo a buon mercato per capitali europee o spiagge spagnole. Comunque sia, quest’ anno il bollino nero ha risparmiato la Salerno-Reggio Calabria ma non l’ aeroporto di Fiumicino. Code agli imbarchi per Parigi o Ibiza, meno caotici del solito i caselli autostradali. Nell’ ultimo week-end di luglio il traffico di macchine è stato sì intenso, ma non quanto si temeva mentre venerdì Alitalia ha registrato il record di passeggeri trasportati in un giorno, oltre 92mila. Cambia lo stile delle vacanze italiane, far quadrare i costi è sempre più una necessità. «Prima di mettersi in macchina per un viaggio allucinante in autostrada verso la Calabria o la Sicilia, le persone ci pensano due volte. Magari risparmiando prenotano in tempo un volo per Parigi, Berlino, la Spagna, che quest’ anno va molto, o la Croazia», spiega Tullio Galli direttore nazionale di Assoturismo. Più facile raggiungere le spiagge di Ibiza che quelle calabresi, «anche muovendosi in aereo, bisogna calcolare un’ altra ora di auto per arrivare nella località prescelta». Così il mare italiano è trascurato dai vacanzieri e il turismo balneare ne risente. «Abbiamo calcolato un 30 per cento in meno di fatturato – aggiunge Galli – gli italiani anche durante le ferie spendono meno: sotto lo stesso ombrellone due famiglie, cene al ristorante tagliate, la vacanza si spezzetta e non arriva nemmeno a una settimana». Non può essere altrimenti se è vero, come calcola il Codacons, che le ferie costano quest’ anno 360 euro in più a famiglia. Soffrono le spiagge di casa nostra. Luglio si è chiuso con un bilancio in rosso per i gestori degli stabilimenti balneari: due milioni di presenze in meno sulle spiagge della penisola. Il calo riguarda tutte le regioni, ma la Liguria ha perso più di tutte, il 25 per cento in meno di clienti. Soltanto la Sicilia e la Sardegna – secondo i dati del Sib (Sindacato italiano balneari) – riescono a contenere le perdite. «La causa principale – spiega Riccardo Borgo, Presidente del Sib – è da individuare nelle avverse condizioni atmosferiche: le piogge e le temperature quasi autunnali hanno sconsigliato i turisti a venire in spiaggia». Tutto esaurito nei week-end ma poi durante la settimana è il deserto. Magari agosto andrà meglio, ma è difficile «raddrizzare una stagione partita così male», sostiene Borgo. Per sedici milioni di italiani comincia il periodo di ferie, ma sono di più – circa il 60% – quelli che non vanno da nessuna parte o aspettano ottobre per poter partire, secondo un’ indagine realizzata dal Censis e dalla Confcommercio. La parola d’ ordine è risparmio: si cerca l’ occasione sul web, si fanno mini-viaggi, magari non tutti concentrati ad agosto, si va a caccia della spiaggia più economica. La durata media della vacanza è di dieci gioni, anche se Federalberghi prevede per l’ estate 2011 soggiorni un poco più brevi, in hotel si dorme una notte in meno. Ed è forse la ricerca della migliore occasione a spingere sempre più italiani a prendere il volo. Nel week-end l’ aeroporto di Fiumicino è stato preso d’ assalto. Tra partenze e arrivi, i passeggeri in transito sono stati 350.000, secondo la società Aeroporti di Roma. Tuttavia, il picco dell’ esodo è atteso per il prossimo fine settimana, tra il 5 e il 7 agosto: si stimano 380.000 presenze in aeroporto. Gli italiani sono diretti nelle capitali europee, Londra, Parigi, Praga, ma anche verso le isole greche e spagnole, come ad esempio Ibiza, tra le più gettonate. In arrivo anche tanti turisti stranieri, dal Nord America, dall’ Oriente, in particolare dalla Cina, mentre dal Giappone c’ è un netto calo. Anche sulle strade il prossimo fine settimana sarà il più critico. RIPRODUZIONE RISERVATA.
 
 

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