21 Aprile 2015

“Strade pericolose e asfalto scadente”. Il caos buche arriva in tribunale

“Strade pericolose e asfalto scadente”. Il caos buche arriva in tribunale

Una denuncia alla Corte dei Conti e una alla Procura della Repubblica sulle buche di Roma. Le ha presentate il Codacons muovendo al Campidoglio un’ accusa precisa: quella di mettere a rischio la salute dei cittadini usando materiali di scarsa qualità per la manutenzione stradale. Conclusioni cui l’ associazione è giunta al termine di un’ indagine commissionata a un biofisico, a un medico del lavoro e ad un ingegnere civile. “Dati inattendibili”, ribatte l’ assessorato ai Lavori pubblici. Attraverso un vibrometro montato a bordo di una Smart, di un taxi e di un motorino, il biofisico e il medico del lavoro hanno osservato e calcolato le ripercussioni che l’ impatto sul manto stradale dissestato può avere sulla schiena dei guidatori. Per l’ esperimento è stata scelta via Guido Reni, la strada che dalla Flaminia porta al ponte della Musica. Povera colonna vertebrale. Secondo gli specialisti, le sollecitazioni a livello osteo-articolare sono fortissime. “Ovviamente – spiega Paolo Massineo, medico del lavoro – corre più rischi chi ha problemi articolari, come gli anziani, chi ha l’ osteoporosi, chi ha avuto fratture e interventi”. Il problema, argomenta il Codacons, è che non c’ è alcuna tutela giuridica per chi giorno dopo giorno sottopone la schiena a questo logoramento. “Mentre l’ operaio di un cantiere esposto alle vibrazioni è informato, sa cosa fare ed è controllato dai suoi datori di lavoro – riprende Massineo – il cittadino comune è ignaro”. “Percorrere strade dissestate causa problemi alla colonna vertebrale, soprattutto per chi sulla strada lavora, come i tassisti o gli autisti dei bus – spiega la relazione degli esperti – Con le vibrazioni le vertebre sbattono una sull’ altra, il cuscinetto intervertebrale attutisce i colpi, ma anche quello è soggetto ad usura. E allora ecco discopatie, artrosi, dolori sulla colonna, patologie neuromuscolari, nevriti”. Per valutare la qualità dell’ asfalto, Aniello Nazaria, ingegnere civile, ha preso in esame, tra le altre strade, via della Pisana e la passeggiata del Gianicolo, di fronte all’ ospedale Bambino Gesù. “Il manto di usura di molte strade capitoline risulta con scarsa manutenzione e pericoloso per la viabilità e la salute”, ha concluso Nazaria. L’ ingegnere ha effettuato un esame sulla qualità della miscela di conglomerato bituminoso, cioè dell’ asfalto, e ha stabilito che “la percentuale di bitume sul peso della miscela è del 3,97%, mentre i limiti di accettazione dell’ Anas vanno dal 4,5 al 6,1%. Si evidenzia quindi una scarsità di bitume, motivo della cattiva tenuta delle strade romane”. “A quanto si evince dalle stesse ammissioni dei ricercatori, si tratta di un campione di asfalto prelevato dagli scarti che rimangono per strada dopo le lavorazioni, quindi di un materiale di risulta che non può rappresentare in alcuna misura quello utilizzato. I controlli seri si fanno con carotaggi sui lavori eseguiti e rigorose analisi in laboratori autorizzati, come quelli che noi stiamo effettuando anche in via della Pisana”, ribatte l’ assessorato. “L’ ultima parola non spetta certo all’ amministrazione capitolina ma alla Asl, che ora dovrà effettuare le indagini”, insiste il Codacons.

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