10 Maggio 2007

Strade, nessuna urgenza per l’Isola

Strade, nessuna urgenza per l’Isola

Strade, nessuna urgenza per l’Isola. Il ministero dei trasporti elenca 12 interventi prioritari. ma non c’è la sicilia. Dopo la compravendita di voti sulla quale indaga la Digos, una nuova denuncia: pressioni di Fi sui dipendenti di Sicilfiat. Intanto la giunta conferma il commissariamento della Crias e una new entry nel cda dell’Ircac Nell’elenco delle 12 strade più pericolose d’Italia non ce n’è una siciliana. Lo ha ricordato ieri il ministro per i trasporti, Alessandro Bianchi, che nel rispondere a un’interrogazione parlamentare dell’Mpa ha detto che ’nella legge finanziaria è previsto uno stanziamento di 159 milioni per il triennio 2007-2009 per le attività connesse all’attuazione del piano nazionale per la sicurezza stradale. è altresì previsto l’impegno per le 12 strade più pericolose del paese’. Ovvero: Pontina-Lazio; Pontebbana-Veneto; Adriatica-Emilia; Postumia-Veneto; Flacca-Lazio; Domiziana-Campania; Paullese-Lombardia; Romea-Veneto; Ticinese-Piemonte; Appia-Lazio; Romea-Emilia Romagna; Dello Stelvio-Lombardia. La Ragusa-Catania, la Palermo-Agrigento e la Catania-Gela, che i siciliani, non a caso, chiamano le strade della morte, ’rientrano in una graduatoria di 1.091 strade censite’, ha sottolineato il ministro. Che ha continuato: ’La Ragusa-Catania è al 43esimo posto, mentre la Gela-Catania è al 195esimo’. La classifica, secondo fonti interne al ministero, ’dovrebbe lusingare i siciliani, dato che è stata stilata in base al tasso di incidentalità’. Quindi in Sicilia gli incidenti non sarebbero così numerosi. Ma la risposta del ministro Bianchi, in realtà, ha mandato su tutte le furie i firmatari dell’interrogazione: ’Questa è la conferma che fino a questo momento il governo non ha fatto nulla per affrontare il problema della sicurezza delle strade in Sicilia’, ha commentato a caldo il deputato autonomista Sebastiano Neri, ’e, cosa più grave, abbiamo appreso che nulla ha intenzione di fare nel prossimo futuro, poiché nessuna delle strade della morte che quotidianamente mietono vittime in Sicilia rientra nella classifica ministeriale delle strade più pericolose d’Italia’. E poi una domanda provocatoria dal sapore amarostico: ’Ci chiediamo quale sia il numero di morti ritenuto congruo dall’attuale governo prima di provvedere alla più elementare messa in sicurezza di queste strade. Il fatto è che, mentre in Sicilia seppelliamo giornalmente le vittime di incidenti stradali, in altre parti d’Italia si lavora già alle terze e quarte corsie autostradali’. E proprio ieri il Codacons Sicilia ha presentato una denuncia alla Procura della repubblica di Catania per omicidio e lesioni colpose e omissione in atti d’ufficio per gli incidenti stradali mortali registrati sulla statale Catania-Gela. ’è scandaloso che una strada così pericolosa non sia oggetto di manutenzione tale da garantirne la sicurezza per gli automobilisti che la percorrono’, ha detto il presidente dell’associazione dei consumatori, Francesco Tanasi. Il Codacons, in un eventuale processo, si costituirà parte civile.Per il resto, a tre giorni dalle elezioni, continuano le polemiche sulla compravendita di voti che il centro-destra starebbe sponsorizzando soprattutto a Palermo. Mentre la Digos indaga, ieri è arrivata una nuova denuncia. Questa volta non dai deputati del centro-sinistra ma dai dipendenti della Fiat di Termini, che in una lettera inviata ai vertici del Lingotto, alla Procura e a Sicindustria denunziano pressioni per votare Forza Italia. Nella missiva si fa riferimento a Edoardo Governale, dirigente Fiat vicino ai vertici forzisti palermitani. Sulla vicenda si sono soffermati Luciano Violante, ieri a Palermo per un appuntamento elettorale (oggi è la volta di Piero Fassino), Giusto Catania e Rosario Rappa, del Prc, e la Cgil. Unanime il verdetto di condanna. La reazione di Fi non si è fatta attendere. In sostanza, gli azzurri sostengono che le accuse nascono dalla consapevolezza che il centro-sinistra perderà le elezioni. Le ultime mosse prima della disfatta. Botta e risposta a parte, la parola passa agli inquirenti. Infine, ieri si è riunita la giunta regionale. Che, in attesa della nomina di un cda, ha prorogato i termini per il commissariamento ella Crias, la Cassa regionale per il credito artigiano, che vive in una situazione di stallo ormai da anni. Sempre nel settore credito, l’esecutivo ha approvato il nuovo regolamento Ircac per la concessione degli aiuti alle imprese (innalzamento del de minimis). Cambi anche nel cda: esce Paolo Mezzio, segretario della Cisl, entra Salvatore Mancuso.

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