29 Luglio 2018

Strade interdette per le buche: polemiche a raffica

carlisi del m5s: «ma quando i soldi ci sono, che fine fanno? il sindaco deve spiegarci»
Interdizione di molte strade comunali alle due ruote, mentre l’ Amministrazione comunale scarica definitivamente gli uffici, creando una frattura inedita, di soluzioni all’ orizzonte non se ne vedono e la polemica monta.Se c’ è l’ impegno della Giunta di proporre soluzioni alternative ai dirigenti (senza però che questo si traduca necessariamente in provvedimenti di sorta) la risposta è sempre la stessa: non ci sono i soldi per riparare tutte le buche.”Ma quando i soldi ci sono, che fine fanno?” si chiede la consigliera del Movimento 5 Stelle Marcella Carlisi, la quale, rimestando tra le carte ha portato alla luce una vicenda, cioè quella dell’ utilizzo delle risorse provenienti dalle economie di un grande progetto di manutenzione straordinaria delle strade cittadine fatto finanziare dall’ Amministrazione di Marco Zambuto. Circa 470mila euro (oggi per le strade sono stanziati circa 200mila euro) che, dice Carlisi, saranno usati al 75% per la riqualificazione di piazzale Giglia, mega-mini progetto più volte annunciato e che dovrebbe partire ad ottobre. Un’ opera di restyling che proprio Firetto inserì tra le priorità dell’ Ente, al fine di intercettare le risorse. Con quei soldi, è vero, si asfalteranno anche piccoli tratti di strada, ma è poca cosa rispetto all’ emergenza cittadina. «Il progetto – dice Carlisi – è ormai esecutivo: la personale visione sindacale del decoro vince sulla sicurezza e la viabilità cittadina. Riqualifichiamo una piazza dove sarà sempre più difficile arrivare, soprattutto coi motocicli».Ma non è tutto qui. Ieri, via posta certificata, è stato il presidente provinciale di Codacons, l’ avvocato Pierluigi Cappello, a rivolgersi al sindaco, al dirigente della Polizia municipale e all’ assessore alla Viabilità per conto delle associazioni, Mareamico, Movimento Mani Libere Agrigento, Unione Nazionale Consumatori e dell’ associazione motociclistica “Ride Passion”. Una nota nella quale si afferma che “lo stato di degrado in cui versano le vie cittadine e sotto gli occhi di tutti”, pur ammettendo che “la soluzione del problema non possa essere rinvenuta nella chiusura a tempo indeterminato delle strade maggiormente dissestate, in attesa non si sa di quale evento che possa, miracolosamente, determinare la successiva riapertura. Il rimedio adottato è certamente peggiore del male. I residenti di alcune zone, penso a via Sturzo, via Campo o via Sirio, in possesso di mezzi a due ruote – continua Cappello – si trovano di fronte all’ alternativa di non utilizzare il mezzo ovvero di violare sistematicamente la disposizione. Né può farsi affidamento sulla circostanza della non concreta applicazione di sanzioni, scaricando in tal modo eventuali responsabilità per fatti dannosi sull’ autore della violazione, in quanto non basta imporre il divieto, per liberarsi da colpe, ma occorre vigilare anche sulla sua effettiva e concreta attuazione».G. Sc.

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