«Strade, giungla senza regole»
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fonte:
- Il Resto del Carlino
di LUCA SOLIANI LE STRADE modenesi una giungla senza regole e con pochi controlli. E’ quanto emerge dalle osservazioni dei volontari Codacons nei punti nevralgici della viabilità cittadina. Il quadro che emerge dal loro resoconto è davvero inquietante. Ogni tre vetture «ne sopraggiunge una il cui conducente è al telefono, e nella maggioranza dei casi è donna». Ai passaggi pedonali «mediamente le prime quattro auto non si fermano per fare passare chi aspetta a piedi». Ben poche poi le vetture che immettendosi «nel tratto della tangenziale tra Corlo di Formigine e via Giardini danno la precedenza». Per non parlare poi degli automobilisti «che, sulla stessa arteria, non rispettano le distanze di sicurezza». Nota dolente è anche quello degli autocarri che emettono «dalla marmitta una nuvola di fumo nero da rendere veramente difficile rimanere incolonnati dietro ad essi: pesanti dubbi sui controlli di revisione». Ma non sono solo gli automobilisti a essere indisciplinati. Tantissimi ciclisti «percorrono l’ attraversamento pedonale pedalando tranquillamente sulla loro bicicletta». Oppure, in presenza di un attraversamento ciclabile a fianco di quello pedonale, «sei bici su dieci invadono la corsia per chi è a piedi». Ancora, «lungo le strade al bordo delle quali esiste la ciclabile, ogni 25 ciclisti in transito solo 6 usano la pista loro dedicata». E addirittura chi usa bici da corsa «non l’ utilizza proprio mai». «Da questo campione si rileva come ci siano troppe infrazioni, come se ci trovassimo al cospetto di persone che non hanno mai ricevuto una educazione al rispetto del Codice della Strada», tuona Galli. E denuncia come «istituzioni e politica» non facciano «nulla per l’ educazione e la prevenzione: chiacchierano di pene più pesanti quando non siamo in grado di applicare neanche quelle già previste», tuona il presidente Fabio Galli. La sicurezza stradale passa certamente «dall’ utilizzo delle nuove tecnologie elettroniche (a condizione di non usarle come se fossero un bancomat), ma anche e soprattutto dal controllare la validità della patente, dall’ appurare l’ esistenza del contratto assicurativo, dall’ accertamento dell’ avvenuta revisione del mezzo, dalla verifica delle condizioni psico-fisiche di chi è alla guida». Il presidente punta quindi il dito sui controlli: «Sono scarsissimi e comunque molto meno di quanti ne sarebbero necessari per garantire una maggiore sicurezza». E questo non deve essere imputato a carabinieri o polizia, ma «a una politica cieca che pensa di risparmiare sul personale delle forze dell’ ordine».
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