1 Marzo 2017

Strade colabrodo aperta un’ inchiesta

Strade colabrodo aperta un’ inchiesta

Dovranno quantificare i soldi andati in fumo per chiudere buche che si riaprivano con il primo acquazzone. La Procura della Corte dei conti del Lazio ha aperto un fascicolo d’ indagine sul presunto danno erariale causato alle casse del Comune di Roma nella gestione degli appalti per la manutenzione delle strade. I pm contabili partiranno da quello che già è stato accertato, finora, dai colleghi della Procura penale. Basti pensare che, per un giro complessivo di circa 670 mila euro di tangenti, sono stati indagati dai magistrati di piazzale Clodio gran parte dei membri del dipartimento Sviluppo infrastrutture e manutenzione urbana (Simu). Sono 33 le gare truccate finite nel mirino degli inquirenti, per un valore complessivo di 16 milioni. Un sistema che ha funzionato per anni, consentendo ai funzionari comunali di arricchirsi e a poche imprese di vincere, a rotazione, tutti gli appalti per il rifacimento delle strade, con ribassi fuori mercato. Ovviamente, poi, per compensare i costi, la prima cosa che veniva meno era la qualità dei materiali utilizzati. Alessio Ferrari, braccio destro dell’ imprenditore Luigi Martella, che con le sue 12 società era, secondo l’ accusa, il maggior beneficiario di questo sistema, ha raccontato ai pm che «si risparmia sia sullo spessore dell’ asfalto impiegato che sulle modalità di messa in posa dei sampietrini». Tanto pote vano contare sulla compiacenza di prezzolati funzionari comunali. La prima sentenza di questo filone di indagini dei pm penali Alberto Pioletti e Stefano Pesci è arrivata venerdì. Stefano De Angelis, dirigente del dipartimento Simu, è stato condannato a 5 anni di reclusione con l’ accusa di aver intascato un totale di 114 mila euro in mazzette. In cambio avrebbe chiuso un occhio sulla qualità dei lavori eseguiti da Martella, vincitore dell’ appalto per la copertura delle buche in piazza Bocca della Verità e la messa a nuovo delle strade per la canonizzazione di Papa Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II. De Angelis, secondo l’ accusa, aveva il compito di redigere il registro della contabilità, su cui riportava cifre maggiorate rispetto ai reali investimenti stanziati da Martella per acquistare i materiali con cui asfaltava le strade. Sulla base di questa sentenza, la Procura della Corte dei conti potrebbe contestare anche un danno d’ immagine arrecato al Comune di Roma dai funzionari condannati per corruzione. Nel fascicolo aperto pochi giorni fa dai magistrati di via Mazzini finirà anche il materiale raccolto dal sostituto pro curatore di Roma Maria Bice Barborini, titolare dell’ inchiesta sui lavori di ripristino del manto stradale affidati dai municipi a ditte private, a partire dal gennaio 2014. Sono stati infatti già acquisiti dal pm pena lei capitolati di appalto, gli affidamenti d’ urgenza e quelli a licitazione privata di alcuni dei municipi considerati più a rischio: Centro storico, Ostia, Eur, Cassia, Parioli, Torri, Aurelio, Nomentano e Tiburtino. Un’ altra voce di danno, connessa alla prima, è quella che la Corte dei conti potrebbe contestare per i risarcimenti pagati dalla municipalizzata Assicurazioni di Roma a chi precipita in una delle tante voragini mal riparate. Dai dati del Codacons, sono 5.188 i contenziosi aperti finora contro il Comune per questo genere di infortuni.
valeria di corrado

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