20 gennaio 2018

Strade, è allarme sicurezza: arriva il vigile tappa -buche

L’ EMERGENZA Se guidare un’ auto o uno scooter per le strade di Roma fosse il tema di un videogame, la prima insidia alla quale dovrebbe prestare attenzione il giocatore sarebbero le buche, le voragini, gli avvallamenti, le trappole dell’ asfalto lungo il percorso. E se piove, anche tanto, il livello di difficoltà aumenta e nel gioco virtuale il programmatore dovrebbe prevedere altri personaggi chiave: i vigili urbani fermi a presidiare le buche, in attesa degli operai della ditta del pronto intervento. Oppure pronti (per tamponare il pericolo) con sacchetti di asfalto alla mano a tappare le buche. Così come i vigili del IX Municipio, che sull’ Ardeatina si sono messi all’ opera per tamponare uno dei tanti pericoli, oppure come quando l’ altro giorno hanno spalmato sulla Laurentina il bitume per un altra piccola voragine. Oppure come è già successo in precedenza sulla laterale della Colombo o in via del Foro Italico (prima dello svincolo della Tangenziale). «Dobbiamo intervenire come possiamo, per tutelare l’ incolumità degli automobilisti», dice il comandante del IX gruppo dei vigili, Angelo Moretti. CREPE E AVVALLAMENTI Lo scorso anno il Codacons ha avviato un’ inchiesta a campione sulle strade della Capitale, riscontrando una buca ogni 15 metri. Crepe e avvallamenti sono presenti sull’ ottanta per cento delle vie. Anche se poi è davvero difficile capire chi deve intervenire sulla manutenzione stradale: novecento chilometri di strade di grande viabilità sono di competenza del Campidoglio. Le altre, invece, sono gestite dai municipi. Poi ci sono tanti altri chilometri lasciati a se stessi. Insomma un vero ginepraio. In mezzo a tutto questo poi ci sono i vigili che per non aspettare a volte una ditta che ha per competenza quella strada (e magari arriva da fuori Roma) su base volontaria si adoperano a chiudere la buca. «Capisco i colleghi, ma non sono d’ accordo spiega il presidente dell’ Arvu Europea, Mauro Cordova La polizia locale è sotto organico di 3.500 unità. Certe volte per non presidiare una buca 6 o 7 ore sotto la pioggia o sotto il sole visti i pericoli intervengono spontaneamente tappando la buca. L’ Arvu ha inviato una circolare a tutti i gruppi mettendo nero su bianco che non devono farlo. Le responsabilità in questo caso sono dell’ amministrazione e non possono diventare le nostre. Se dopo aver messo il sacchetto ricoprendo la buca viene a piovere e la buca si riapre e qualcuno ci cade dentro la responsabilità in quel caso è la nostra. Allora è meglio transennare o chiudere la strada fino a quando non interviene la ditta». IL MANUALE Il manuale del buon amministratore ricorda che su questi temi buche, caditoie e tombini si misura e può scivolare il grado di efficienza di una città. Ma la fotografia da anni e sempre la stessa, anzi peggio. «Roma è una città di 50 milioni di metri quadrati di asfalto si lascia scappare qualcuno dall’ ufficio tecnico è impossibile controllarla metro per metro. Ci vorrebbero risorse che i municipi non hanno, e forse non avranno mai. Faccio una cifra: 500 milioni di euro, se ne dessero almeno il 20% andrebbe già bene. I costi sono lievitati, per rifare un massetto di 3 cm si spendono 10 euro al mq. Fatevi i calcoli quindi». «Rispetto a quando siamo entrati qualche anno fa bisogna tener conto che oggi molte cose sono cambiate spiega Gabriele Di Bella, storico dirigente sindacale Fiadel e funzionario del II Gruppo Parioli c’ è l’ omicidio stradale e il concorso in lesioni gravi. Se a seguito di quella certa buca, non opportunamente riparata, una persona ci casca: passi i guai. I colleghi non devono prendersi queste responsabilità. Troppo spesso le ditte stesse mandano o lasciano i sacchetti di bitume ai gruppi, il vigile poi su base volontaria lo utilizza in caso di necessità». Elena Panarella elena.panarella@ilmessaggero.it © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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