Storie di famiglia nell’ esercito Usa Quando la replica estiva è di qualità
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fonte:
- L`Eco di Bergamo
Foto di gruppo per i protagonisti del telefilm americano «Army Wives», trasmesso da Fox Life Pier Giorgio Nosari Non ci sono più le mezze stagioni, dicono. Più o meno come dicono che non c’ è più neppure la tv di una volta. Perché una volta sì che era diverso. Oggi, per esempio, succede che d’ estate i canali televisivi ? che cattivoni ? tirano fuori repliche e avanzi. Ma pensa te. Una volta, invece… Una volta era anche peggio: neanche un cinefilo snob (ricordate tutti i Maciste? E tutti i pistoleri senza nome dei western spaghetti? E i poliziotteschi?) potrebbe dimostrare che la qualità televisiva consista nel saccheggiare i magazzini di Cinecittà. In realtà oggi esistono eccezioni, e differenze. Prima eccezione: Fox Life (canale 114 di Sky) ha scelto proprio stasera (ore 21) per iniziare a trasmettere in Italia la sesta stagione di Army Wives, la serie ideata da Katherine Fugate per Lifetime intorno alla vita delle mogli (più di rado dei mariti) dei militari, ingabbiate dentro lo stesso sistema di regole e gerarchie dei coniugi. La serie dà il meglio di sé quando coglie lo strisciante malessere di un piccolo mondo separato, sul quale si scaricano le grandi parole d’ ordine e i grandi appelli ai valori di un Impero in declino: non succede spesso (gli yankee sono un popolo patriottico), ma quando succede è impagabile. Ne riparleremo, perché ci sono altre differenze o eccezioni da sottolineare. Per esempio: oggi c’ è chi rivendica la titolarità di una protesta che ? di fronte alla passività di editori come Rai e Mediaset ? avrebbe anche qualche ragione. Parliamo del Codacons, che ha addirittura chiesto che s’ imponga per legge un tetto alle repliche televisive: è in ritardo e di parecchio. Anche perché repliche, ripetizioni e ritorni, che una volta erano indice di disimpegno, sono oggi un aspetto saliente della nuova tv: che è ovunque, non più soltanto nel televisore. Che è distribuita su piattaforme differenti. Che ha un pubblico a sua immagine e somiglianza: ubiquo, plurale, mobile, trasversale. Non ci sono più gli spettatori di una volta. nascosto
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