17 Luglio 2018

Storia degli sconti: il via con la legge del ’39

merce in vendita più elevato rispetto allo scorso anno – spiega l’ associazione – Su abbigliamento e calzature, infatti, i saldi sono partiti con sconti medi compresi tra il 30 e il 40%, ma ci sono anche negozi che da subito hanno applicato una politica aggressiva scontando la merce del 50%, a dimostrazione del fondato timore di un calo delle vendite. In Sicilia come nel resto d’ Italia i saldi vengono già praticati in anticipo in numerosi esercizi: in base alle rilevazioni del Codacons quasi 1 negozio su 3 applica sconti proponendoli direttamente ai consumatori in fase di acquisto, accettando le richieste di sconti dei cittadini o inviando mail, sms e messaggi WhatsApp ai clienti. OOO Ma come sono nati gli sconti di fine stagione nel nostro Paese? A quando risalgono? La nascita dei saldi in Italia è una storia interessante, che è stata raccontata in una pubblicazione firmata da Silvio Boccalatte dell’ Istituto Bruno Leoni, un centro studi con sede a Torino che promuove idee molto liberali nella politica italiana. I saldi sono le vendite a prezzi scontati, che avvengono di solito in due periodi dell’ anno: dopo le feste natalizie e ai primi di luglio. La parola viene dal lessico commerciale: la differenza tra le entrate e le uscite sono un “saldo”, positivo o negativo, e i “saldi” sono quindi quello che non è stato venduto in un negozio. Le prime leggi che interessano le vendite straordinarie risalgono al periodo fascista. Una legge approvata il 2 giugno 1939 introduceva infatti per la prima volta le due categorie delle “vendite straordinarie” e delle “vendi te di liquidazione”, ambedue definite “forme di vendita al pubblico con le quali un commerciante cerca di esitare in breve tempo tutte le proprie merci o gran parte di esse, presentando al pubblico la vendita come occasione particolarmente favorevole”. Le merci che potevano essere vendute nelle “vendite straordinarie” erano soprattutto i capi di abbigliamento, dato che erano considerati “prodotti di carattere stagionale […] suscettibili di notevole deprezzamento se non vengono esitati durante una certa stagione o entro un breve periodo di tempo”. Come avviene oggi, i prezzi dovevano essere indicati chiaramente sulla merce e non potevano essere modificati durante il periodo della vendita straordinaria. A differenza di quanto avverrà in seguito, però, i commercianti potevano scegliere liberamente il periodo dell’ anno in cui fare le vendite straordinarie.

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