13 Febbraio 2006

Storace: “Chiamate i veterinari state lontano dai volatili morti“

Storace: “Chiamate i veterinari state lontano dai volatili morti“

Unità di crisi riunita per far fronte all`aviaria. Virus accertato solo in sei casi. Il ministro rassicura: “Rimborseremo gli allevatori danneggiati“

Roma “Non toccate i volatili morti“: è l`unica, vera raccomandazione del ministro della Salute, Francesco Storace. I casi di aviaria scoperti in Italia sono, al momento, soltanto 6 su un totale di 23 cigni recuperati in Sicilia, Puglia e Calabria. Ma cominciano ad arrivare segnalazioni un po` dappertutto: nel Foggiano recuperate due carcasse, un altro caso sospetto (anche se i test, nella notte, hanno escluso tracce della malattia) a Pescara, un cigno ucciso in Abruzzo, tre uccelli morti sotto esame a Roma, cadaveri di piccioni a Loano. Ma, su tutti, il caso delle sei galline morte, abbandonate sul ciglio della strada, vicino a Gela: nessuno sa da quale allevamento provengano e, in attesa delle analisi, la tensione resta alta anche a Roma. Proprio in Sicilia, ci sono i più grandi allevamenti di pollame di tutto il Sud. Il clima di estrema attenzione ha portato anche a una scoperta sconvolgente: a Verona, su segnalazione della Coldiretti, sono stati segnalati a Fieragricola tranci di pollame proveniente dalla Cina. Ora si dovràaccertare come siano entrati in Italia, e addirittura in una fiera del bestiame. Da questa mattina scatterà il piano di emergenza: sarà distribuito in tutte le regioni un dépliant informativo che sarà diffuso, poi, capillarmente. Un secondo vademecum più tecnico sarà destinato agli avicoltori e a tutti quelli che, per ragioni di lavoro, hanno a che fare con polli e uccelli d`allevamento. Storace ha spiegato così il corretto atteggiamento che tutti gli italiani dovranno tenere: “I cittadini che hanno bisogno di informazioni potranno chiamare, dalle 9 alle 17, il numero verde 1500 cui rivolgere domande agli esperti riuniti in permanenza in un`apposita Unità di Crisi presso il ministero della Salute. In caso di segnalazioni particolari (animali feriti o che si comportano in modo strano), ci si dovrà rivolgere ai servizi veterinari delle unità sanitarie locali. In caso di rinvenimento di carcasse di volatili, invece, dovranno rivolgersi direttamente ai vigili del fuoco che hanno gli strumenti adatti per recuperare i corpi. Mai, dico mai toccare gli animali morti. Non fate come quella donna di Pescara che ha trovato un cigno morto e lo ha preso con le mani, senza precauzione, mettendolo poi in un sacco della spazzatura per consegnarlo alla locale Asl“. In Sicilia, ad esempio, le carcasse dei cigni sono state portate a mano nei laboratori regionali e ciò ha comportato il controllo di tutte le persone che sono venute a contatto con le carcasse. Ma non basta ancora: sempre da oggi, nelle zone dove sono stati recuperati i cigni infetti, saranno organizzati due cordoni sanitari. Il primo, nell`arco di tre chilometri dalla zona. Eventuali allevamenti nelle vicinanze saranno testati e i capi, in caso di dubbio, abbattuti. Il ministero ha già avviato la richiesta, al governo, di stanziare fondi per risarcimenti agli allevatori danneggiati. Il secondo cordone sanitario riguarderà una zona di ben dieci chilometri attorno al luogo di rinvenimento dei volatili ammalati. In questa seconda fascia è vitata la caccia agli uccelli selvatici. Ieri solo cinque zone del Paese sono state ufficialmente messe sotto controllo: sono quelle dove sono stati recuperati gli uccelli infetti (Pellaro in provincia di Reggio Calabria, Pizzo Calabro, il comune di Manduria, quello di Taormina e di Giarre). In serata all`elenco s`è aggiunta anche l`area di Lecce, dov`è morto per aviaria il sesto cigno. “In ogni caso non c`è alcun pericolo di contagio. Gli esperti hanno chiarito, per l`ennesima volta, che il rischio di passaggio del virus H5N1da animale ad uomo è molto, molto basso. Mangiare pollo cotto è sicurissimo. – ha ripetuto più volte, nella mattinata lo stesso ministro Storace – La macchina della prevenzione è già partita“. Già da ieri, in tutti gli ospedali siciliani, sono in funzione strutture di emergenza simili a quelle che furono previste durante l`epidemia di Sars. Il vero problema, però, è legato alla psicosi che, sembra, stia già dilagando: sono segnalati casi di allevatori che uccidono le proprie bestie senza alcuna necessità, o semplici cittadini che non sanno come comportarsi con i propri volatili domestici. Come se non bastasse, nelle ultime ore, è segnalata una drastica riduzione della vendita di pollame un po` in tutto il Paese. Dato questo che rischia di mettere ulteriormente in crisi un settore già depresso. “Io personalmente mangio pollo quasi ogni giorno. Mi piace e sono tranquillo“ ha ripetuto ieri anche lo stesso ministro della Salute. Oggi Storace sarà in Sicilia, per verificare di persona i luoghi in cui sono andati a morire i cigni. Martedì, riferirà alla Commissione Affari Sociali di Montecitorio che, anche se le Camere sono sciolte in vista delle prossime elezioni politiche, è stata convocata “ad hoc“. Riferirà i risultati della lunghissima riunione che si è tenuta, ieri, al ministero della Sanità. Allo stato, in Italia, il rischio di contagio tra volatili in libertà e pollame d`allevamento è molto basso. Le “batterie“ sono quasi tutte isolate dall`esterno: un vantaggio che permetterà di circoscrivere i controlli agli allevamenti familiari. Ieri, il Codacons ha chiesto ufficialmente al ministro Storace la chiusura di tutti gli allevamenti più piccoli, come forma di tutela del consumatore e degli stessi allevatori.

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