9 Dicembre 2021

Stop Ue agli immobili che sprecano energia. Non potranno più essere venduti o affittati (dal 2027)

La Ue sta preparando una stretta sugli immobili energivori. Le case che consumano troppa energia non potranno più essere vendute o affittate. É quanto previsto in una bozza che sarà presentata il prossimo 14 dicembre. La proposta dovrà tuttavia essere discussa dalla Commissione e dal Parlamento Ue. La misura percorre il filone della lotta ai cambiamenti climatici.

La direttiva prevede che gli Stati al proprio interno introducano delle norme per vietare la vendita e l’affitto degli immobili che a partire dal 2027 non abbiano raggiunto il minimo di efficienza energetica richiesto. Per gli appartamenti in condominio la stretta scatterà nel 2030.

Questi standard minimi, dovranno iniziare ad essere applicati al più tardi dal 2027. Poi entro il 2035 tutti gli immobili presenti nel Paese dovranno rispettare i nuovi standard

Questo minimo sarà, spiega la direttiva, la classe energetica E a partire dal 2027, la classe energetica D, a partire dal 2030 e, infine, la classe energetica C a partire dal primo gennaio del 2033. Entro il 2050 tutti gli edifici dovranno essere a «emissioni zero».

La novità solleva reazioni e rischia di creare malumori. Gli standard richiesti sono molto elevati specie per l’Italia che ha un patrimonio di immobili che si colloca in gran parte in classi energetiche basse: la metà delle case nel nostro Paese è stata costruita nel secondo dopoguerra e quindi è poco attenta agli sprechi di energia. Un altro 20% degli edifici è storico e ha più di 100 anni.

«L’obbligo di rinnovo energetico prima della vendita per edifici e abitazioni è una idea ridicola che non potrebbe essere applicata in Italia». Lo afferma il Codacons, bocciando senza mezzi termini la proposta a cui la Commissione europea sta lavorando in vista della presentazione della nuova direttiva sull’efficienza energetica degli edifici attesa per il 14 dicembre.

«Non esiste alcun nesso tra il diritto di vendita di una proprietà privata e l’obbligo di efficientamento energetico che l’Ue vorrebbe mettere in capo ai proprietari di case – spiega il presidente Carlo Rienzi – Un simile provvedimento, infatti, creerebbe un evidente squilibrio a danno di chi possiede una abitazione, porterebbe ad un rialzo ingiustificato dei prezzi delle case e bloccherebbe quasi del tutto il mercato immobiliare».

«Senza contare che una misura così ridicola e palesemente ingiusta verrebbe immediatamente bloccata dalla Corte Costituzionale e non potrebbe quindi essere attuata nel nostro paese» conclude Rienzi.

Di diverso tenore la reazione degli operatori di mercato. «Si tratta di una proposta giusta che oltre a guardare all’ambiente tutela chi effettua l’acquisto – dice Mario Breglia, Presidente di Scenari Immobiliari -. Sul mercato già oggi le case poco efficienti sono invendibili o quasi. La speranza è che questa misura porti a interventi di riqualificazione energetica. Non si può chiedere un Paese più verde e poi mettere sullo stesso piano gli immobili che sono a risparmio energetico e quelli che non lo sono». Per l’esperto, occorrerà tuttavia capire cosa esattamente deciderà la norma e con ogni probabilità la misura conterrà eccezioni per le case d’epoca, le case storiche e i patrimoni di grande qualità.

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