31 Gennaio 2012

Stop definitivo alle ricerche dei dispersi nella parte sommersa della Concordia  

Stop definitivo alle ricerche dei dispersi nella parte sommersa della Concordia
  "Sono venute meno le condizioni operative di sicurezza" per continuare a cercare quanti mancano ancora all’appello. I legali di alcuni naufraghi chiedono di indagare i vertici della Costa. Condizioni meteo in peggioramento. Ad Foschi: "Entro 24 ore via pompaggio carburante"
 

 ISOLA DEL GIGLIO (Grosseto) – Stop definitivo alla ricerca dei dispersi nella parte sommersa della Costa Concordia. La decisione è stata assunta dal direttore tecnico dei soccorsi perché "sono venute meno le condizioni operative di sicurezza" ed è stata comunicata dal commissario per l’emergenza Franco Gabrielli ai familiari e alle ambasciate. Le operazioni continueranno invece nella parte emersa della nave naufragata di fronte all’isola del Giglio, per verificare ulteriormente alcune zone dello scafo. Procederà anche la ricerca mirata nei 18 chilometri quadrati di mare scandagliati nei giorni passati. Dopo il ritrovamento sabato della diciassettesima vittima, un membro dell’equipaggio peruviano, i dispersi sono ancora 15.
Possibile iscrizione registro indagati dirigenti Costa. Sempre oggi, i legali di alcuni dei naufraghi della Costa Concordia hanno chiesto che la procura di Grosseto "valuti l’opportunità" di iscrivere nel registro degli indagati i dirigenti della compagnia. In vista dell’incidente probatorio previsto per il 3 marzo in cui verrà aperta la scatola nera, gli avvocati Pietro Ilardi e Francesco Compagna hanno depositato in Procura anche una consulenza tecnica sui rilievi satellitari riguardanti la nave e i passaggi fatti negli anni precedenti vicino alla costa.
 
Codacons contesta esami tossicologici Schettino. Il Codacons, intanto, ha contestato gli esami tossicologici effettuati sul comandante Schettino. Secondo i periti dell’associazione in tutela dei consumatori, i campioni delle urine potrebbero risultare alterati: il tappo non risultava sigillato e mancavano i documenti di tracciabilità del campione. Hanno richiesto, quindi, nuovi test per determinare anche l’eventuale assunzione di alcool da parte del comandante della Concordia.
Codacons ha anche chiesto alla presidenza del Consiglio dei ministri di costituirsi parte civile nel processo penale
contro Francesco Schettino "per il danno d’immagine causato dal naufragio della Concordia". E ha presentato una diffica a Costa perché il relitto della nave sia rimosso in 30 giorni. Da parte sua l’ad di Costa Foschi ha detto che spostare la nave dal punto in cui si trova è "un’impresa ciclopica". "Non c’è conoscenza al mondo" su questo tipo di intervento per navi simili, "e stiamo acquisendo i passi necessari per procedere", ha aggiunto.
Operativo piano rimozione rifiuti dalla nave. Sul fronte delle ricerche e del recupero, è in arrivo all’Isola del Giglio il nuovo pontone che sarà utilizzato per il trasporto dei rifiuti della Concordia così come previsto nel piano presentato ieri dalla società armatrice al comitato tecnico scientifico. Da oggi è infatti operativo il piano per la parte riguardante il materiale galleggiante e ingombrante della nave, arredi e suppellettili, che saranno trasferiti a Talamone. Prosegue intanto la messa in sicurezza delle parti non sommerse dello scafo. Il tempo, tuttavia, è in peggioramento: si prevedono venti da deboli a moderati che tenderanno a rinforzare in serata.
Entro 24 ore via al pompaggio carburante. Il pompaggio del carburante inizierà entro 24 ore, quando le condizioni meteorologiche lo permetteranno, ha annunciato l’ad di Costa Pierluigi Foschi. Ma una volta recuperata la Costa Concordia non tornerà a navigare. "In questo momento non si intravedono le condizioni perché la società di assicurazione non dichiari la perdita totale: noi non riteniamo che questo relitto possa essere rimesso in esercizio", ha spiegato Foschi. Tornando sulla questione sicurezza a bordo, durante l’audizione davanti al Senato, l’amministore delegato ha anche sottolineato che il personale viene sottoposto ogni 14 giorni a esercitazioni di emergenza. "Andiamo oltre quanto viene richiesto", ha detto.
L’amministratore delegato di Costa ha confermato ai senatori della commissione Lavori Pubblici che è in corso un’inchiesta interna per capire se ci sono state e quali siano state "le mancanze" che hanno portato al naufragio, ma ha ribadito che la Concordia "non aveva alcuna avaria o anomalia ai sistemi di sicurezza primari e secondari". Il resto, ha detto, sono illazioni.
"Troppo tempo fra allarme e ordine evacuazione". Riguardo all’ordine di evacuazione, secondo Foschi è passato troppo tempo tra l’allarme e la raccomandazione di lasciare la nave. "Non sappiamo con certezza l’orario esatto di quando è stato dato l’ordine di evacuare la nave, riteniamo che sia intercorso un lasso di tempo forse troppo lungo tra un ordine e l’altro", ha detto.
 
Legale: "Schettino potrebbe tornare a fare il comandante". Intanto uno dei legali di Schettino non reputa impossibile che il loro assistito torni a fare il comandante: "In via teorica è possibile che Schettino torni a fare il comandante", ha detto l’avvocato Salvatore Parascandola, ospite di "24 Mattino" su Radio 24. "Teoricamente può – ha detto il legale -, ma praticamente vedremo gli sviluppi della situazione. A me non ha detto che non metterà mai più piede su una nave. L’ho letto sui giornali". Parascandola ha anticipato la linea difensiva in vista del Riesame che il 6 febbraio dovrà decidere sugli arresti domiciliari per Schettino: "Noi diciamo che deve essere liberato. Non sussistono né pericolo di fuga né di inquinamento delle prove. La fuga è possibile per tutti gli italiani, ma il comandante ha famiglia, patrimonio qui nel suo paesino e poi ha un onore da difendere e che vuole difendere".
La preoccupazione degli abitanti del Giglio. Chiedono che il relitto della Costa Concordia sia rimosso al più presto gli abitanti dell’isola del Giglio che, preoccupati per le ripercussioni che il naufragio può avere sull’economia dell’isola, vogliono un confronto con Gabrielli, che aveva parlato di 7-10 mesi per rimuovere il relitto 4. Ieri il neonato comitato dei cittadini dell’isola del Giglio ha formalizzato oggi la sua costituzione in un’assemblea all’hotel Bahamas alla presenza di oltre duecento abitanti dell’isola: "Vogliamo che il commissario Gabrielli si confronti con noi e ci dica che cosa si sta facendo – hanno spiegato i due portavoce Fabio Agugliari e Alvaro Andolfi – Noi vogliamo sapere quale è il nostro futuro. In questa casa che è la nostra isola, abbiamo muri e tesori e vogliamo difenderli. Il comitato che si è costituito, spiegano i suoi portavoce, "come supporto e stimolo a soccorritori e all’amministrazione" si è anche dissociato dal contenuto dello striscione ‘Gabrielli tolga la nave, cazzo’!’, comparso ad una ringhiera dell’albergo Bahamas durante l’assemblea. "Noi vogliamo solo che Gabrielli ci dica cosa si sta facendo e vogliamo capire da che cosa nasce la valutazione dei 12 mesi per portare via la Costa Concordia", hanno puntualizzato i portavoce.
(31 gennaio 2012) © Riproduzione riservata
 

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