16 Febbraio 2011

Stop alle “superclassi” in 246 scuole romane

Stop alle «superclassi» in 246 scuole romane
 

Oltre mille scuole nel Lazio, quasi la metà di quelle della capitale (246 su 600), sono a rischio sicurezza strutturale. Tanto da essere inserite nella black list degli edifici "insicuri" definita dal ministero dell’ Istruzione e per i quali non dovrebbe valere il regolamento attuativo della riforma della scuola targata Gelmini (Dpr 81/2009 – Norme per la riorganizzazioe della rete scolastica), quello che prevede l’ aumento del numero di alunni nelle aule. Una situazione delicata su cui il Tar Lazio è intervenuto a fine gennaio (sentenza 552/2011) sollecitando i ministeri dell’ Istruzione e dell’ Economia ad adottare entro 120 giorni il piano di riqualificazione dell’ edilizia scolastica, senza oneri per lo Stato. Accogliendo così il ricorso proposto dal Codacons, con una class action, contro le cosiddette "classi pollaio". Si tratta della prima "azione collettiva" contro la pubblica amministrazione in Italia che consentirà a famiglie e docenti di richiedere un risarcimento fino a 2.500 euro. Mentre il presidente dell’ associazione, Carlo Rienzi, ha annunciato la richiesta di commissariamento del ministro Gelmini in caso di mancata ottemperanza alla sentenza, il ministro risponde affermando che le classi interessate dal sovraffollamento sono una minoranza. Anche se nella sua black list elenca una serie di istituti in cui ci sono «edifici scolastici caratterizzati da particolare criticità, degrado, vetustà, incompletezza delle certificazioni (come agibilità, antincendio, ndr) con presenza di elementi potenzialmente pericolosi ed insistenza in zona sismica». Il tribunale amministrativo non si sofferma sul numero di classi sovraffollate, numero peraltro mai fornito dal Miur (i sindacati e le associazioni parlano di più di 35 -40 studenti per aula), ma sulla mancata emanazione di un atto amministrativo previsto dalla stessa riforma Gelmini con il regolamento 81/2009: il piano di riqualificazione delle scuole. Il piano generale di fatto non era mai stato approntato, e nemmeno si è mai derogato all’ aumento dei tetti alunni/classe. Inoltre il decreto che approva la black list prevede che, pur essendo gli istituti elencati a serio rischio sicurezza, la deroga al sovraffollamento sia per il solo anno scolastico 2009-10 , senza un piano di riqualificazione, invece, negli anni successivi (cioè adesso) gli alunni restano in edifici pericolosi e in sovrannumero.«Molte scuole – dichiara Anna Fedeli, segretaria Roma Lazio della Flc Cgil – non sono idonee ad accogliere il numero di studenti per classe che indicano le circolari sugli organici, non avendo locali adatti o ristrutturati a norma. Da qui nasce il sovraffollamento, con un grave problema per la sicurezza. Anche da questo si evince che il diritto allo studio per il ministro Gelmini è un optional per pochi. Ma la Costituzione parla di scuola per tutti».Secondo Rosetta Mazziotta, segretario Cisl Scuola Roma «le classi sono sovraffollate anche perché oltre alla diminuzione degli organici strutturata dalla riforma, quando un docente si ammala non viene chiamato il supplente in sostituzione. I ragazzi vengono divisi in varie classi, questo è grave sia per la sicurezza che per la didattica».In effetti dai dati forniti dal Miur risulta che nel Lazio nell’ anno scolastico 2009-10 il totale degli alunni era di 232.137 mentre il totale delle classi era di 11.908. Nel 2010-11, invece, il numero degli alunni è di 233.765 ,cioè 1.628 studenti in più, ma le classi diminuiscono, cioè sono 11.800. Ossia 108 in meno.© RIPRODUZIONE RISERVATA.
 

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