Stop alle licenze selvagge di bar e ristoranti lombardi
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fonte:
- Libero
Lo scorso 28 marzo il Consiglio di Stato ha sospeso la sentenza del Tar della Lombardia che ammetteva la deregulation delle licenze. Adesso si attende il giudizio di merito ma gli esercenti contano su un altro responso positivo: “Il nostro ricorso è ben documentato dice Lino Stoppani, presidente della associazioni dei pubblici esercizi Epam -, siamo fiduciosi“. In attesa della seconda pronuncia, la riforma Bersani resta al palo. In realtà il famoso decreto del luglio 2006 in Lombardia ha avuto poca applicazione in quanto si è scontrato con la legge regionale sul commercio, varata appena due anni prima, che regolava il settore. Il Pirellone aveva stabilito un limite all`emissione delle licenze in considerazione di diversi fattori quali l`articolazione del territorio, la popolazione, il livello dei servizi. Ai Comuni lasciava poi il compito di rilasciare le autorizzazioni in base ad un regolamento che teneva conto di questi parametri. Seguendo questa disciplina alla fine del 2007 il Comune di Milano ha bocciato la richiesta di un commerciante che chiedeva di aprire un locale in via Broletto. Ma quest`ultimo non si è scoraggiato e si è rivolto al Tar che nel novembre dello scorso anno gli ha dato ragione. In sostanza il provvedimento voluto da Bersani ha avuto quattro mesi di vita. Un periodo in cui, come spiega il Consiglio di Stato, sono fatte salve le autorizzazioni concesse: “Non sono molte“ commenta Stoppani che ora auspica la ripresa del confronto con l`assessora to alle attività produttive. “Si può riprendere l`attività della commissione comunale pubblici esercizi – aggiunge Stoppani – , vero tavolo istituzionale di confronto per la nostra categoria. Mantenere criteri di programmazione delle nuove aperture di bar e ristoranti è una scelta ancora più importante in prospettiva degli sviluppi urbanistici che vi saranno con l`Expo 2015 che valorizza anche dal punto di vista sociale l`attività di pubblico esercizio“. Una richiesta che trova ben disposta Tiziana Maiolo. Comune e Regione hanno sottoscritto il ricorso al Tar dell`Epam, a dimostrazione della comune ostilità di enti e commercianti alla riforma del governo Prodi. “C`è un eccesso di liberalizzazioni – spiega l`assessore – che non condivido. Sono però contraria ad eccessive restrizioni: aspettiamo la sentenza di merito e nel frattempo andiamo avanti“. Deluso si dice il presidente del Codacons Marco Donzelli: “Per i consumatori liberalizzazione è sinonimo di concorrenza e quindi di riduzione dei prezzi. Anche se bisogna ricordare che le condizioni economiche sono la base per ottenere le licenze“.
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