«Stop alle farmacie negli iper»
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fonte:
- Il Gazzettino
Più di 14mila firme contro l’ apertura di farmacie nei centri commerciali che mettono a rischio la stabilità dei negozi del centro. A raccoglierle si sono messi in tanti, associazioni di anziani, farmacisti e altre realtà sociali ed economiche della città. Ieri, con un incontro in Municipio, le hanno consegnate agli assessori del Comune di Venezia Ugo Bergamo e Andrea Ferrazzi affinché le trasferiscano al destinatario, il sindaco Giorgio Orsoni. Inizialmente lo scopo era quello di protestare contro l’ apertura di una farmacia comunale dentro all’ ipermercato Auchan di Mestre (stoppata dl Tar), poi la protesta è cresciuta e si è trasformata in una grande petizione, chiamata «Accendiamo le luci della città», contro la crisi e la chiusura dei negozi del centro. «Gli anziani sono i più colpiti dagli effetti di un centro che si spegne e le associazioni attente alle fasce deboli della società hanno avvertito subito che l’ apertura di una farmacia nel centro commerciale Auchan avrebbe dato un brutto colpo alla stabilità delle piccole realtà cittadine» spiega il consigliere comunale Franco Conte, segretario di Codacons e aderente ad Anla, l’ Associazione nazionale seniores d’ azienda che ha inizialmente proposto la raccolta firme a cui poi hanno aderito numerosi associazioni. All’ incontro in municipio era presente Stefano Bozzi della San Vincenzo mestrina, Graziella Peroni, presidente di Anffas, Andrea Pellon, vice presidente della Associazione dei titolari di farmacie, Renato Vecchiato dell’ Ordine dei farmacisti, e i rappresentanti di Avulss, Legatumori, Humanitas Venezia, Amici del Cuore, Codacons, Agape e il presidente di Anla. «Dare attuazione alle linee del Pat», «assicurare le necessarie risorse per le iniziative dirette a valorizzare i luoghi di socializzazione» e «dare priorità alle attività articolate sull’ imprenditorialità della media e piccola impresa» sono le tre richieste rivolte al sindaco e riassunte nel testo della petizione, in cui si sottolinea il ruolo delle attività attrattive, come le farmacie, una «delicata frontiera nel sistema sanitario tra diritto di cura e adeguata assistenza umana». «Circa il 40% delle persone che hanno sottoscritto la petizione hanno lasciato indirizzo e numero di telefono, segno che vogliono sapere come andrà a finire – continua Conte – la farmacia è l’ asse portante di una rete di negozi di vicinato che non devono essere indeboliti. Ma si tratta anche di un servizio che deve comunque essere garantito. Con l’ apertura di farmacie nei centri commerciali, il Comune rischia quindi di ritrovarsi con delle grosse spese per sanare la situazione e mantenere il servizio in città e nelle periferie». I due assessori presenti hanno assicurato che la giunta si impegnerà a continuare con il programma opere che, in centro città, porteranno beneficio pubblico. © riproduzione riservata.
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