12 Aprile 2010

Stop alle carte di credito Bankitalia: atto dovuto

TOKYO Il blocco all’ emissione di nuove carte di credito era «un atto dovuto», ma le società «hanno tutti gli strumenti per poter affrontare la situazione». Il direttore generale di Bankitalia, Fabrizio Saccomanni, è netto sul provvedimento adottato dall’ istituto centrale che da oggi sarà operativo nei confronti della filiale italiana del colosso americano American Express (Amex), disposto la scorsa settimana a fronte di irregolarità e carenze verso la normativa di contrasto al riciclaggio e all’ usura. Un ultimo sviluppo, tra l’ altro, di misure analoghe prese in precedenza anche contro altri operatori, come Diners e Fiditalia. «La questione è molto semplice e c’ è poco da spiegare: la magistratura – ha osservato il direttore generale, a Tokyo per una serie di incontri istituzionali – ha fatto delle indagini e ci ha comunicato le conclusioni. Abbiamo fatto gli accertamenti e riscontrato in alcuni casi irregolarità». Quindi, se lo stop era un passo obbligato, ora sta alle compagnie “correggere” pratiche e condizioni applicate, tornando all’ interno dei limiti anti-usura e della regolamentazione. Mentre le associazioni dei consumatori continuano ad affilare le armi con il proposito di una class action possibilmente congiunta (Adusbef, Codacons e Federconsumatori) sulle carte revolving (quelle finite nel mirino di Bankitalia), l’ Adusbef in un comunicato ha invitato a verificare e a passare al setaccio, per quanto riguarda le vecchie carte, le modalità sull’ applicazione dei tassi di interesse sulle operazioni effettuate. Ma sono molti i limiti previsti dalla class action, strumento solo da poco introdotto nella normativa italiana, e la strada appare in salita: ad esempio non c’ è la possibilità di contestare fatti precedenti all’ agosto del 2009. «A partire dal 12 aprile (oggi, ndr.) – si legge nella nota del presidente, Elio Lannutti – American Express non potrà emettere nuove carte di credito fino a quando non sanerà le gravissime carenze riscontrate rispetto alla normativa», quali contro il riciclaggio e l’ usura, come la mancata verifica e registrazione della clientela da parte dell’ intermediario finanziario. Adusbef e Federconsumatori, inoltre, «mettono in guardia i titolari delle vecchie revolving che hanno subito interessi anatocistici (il pagamento degli interessi sugli interessi, ndr) sopportando e commissioni e costi non dovuti di conservare gli estratti conto per verificare gli eventuali illeciti».

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