Stop alle carte da oggi benzina solo in contanti (o quasi)
-
fonte:
- La Sicilia.it
Comincia oggi lo sciopero dei benzinai che rifiuteranno i pagamenti con le carte di credito e il bancomat. Fatta eccezzione per American Express e Carta Sì. La protesta dei gestori nasce dalla conclusione negativa della riunione nazionale tenutasi ieri mattina a Roma tra la Faib, il sottosegretario alle Attività produttive Giovanni Dell`Elce e i rappresentanti di Cogeban e Abi. All`ordine del giorno la richiesta dei benzinai di abbassare il margine delle commissioni sui pagamenti elettronici che vanno a discapito del guadagno di chi gestisce la pompa di benzina. Richiesta non ancora accettata.
E in questa vertenza s`inserisce il Codacons Sicilia, che ringrazia i benzinai «per l`iniziativa che aiuta i consumatori a risparmiare. Pochi sanno, infatti, che è una pessima abitudine pagare non in contanti un pieno di carburante. Nel caso di carta di credito quasi tutte le banche prevedono una commissione per i loro clienti di 0,77 euro per ogni rifornimento. Un costo apparentemente esiguo, ma che se viene moltiplicato per tutti i pieni di benzina che si fanno in un anno, può diventare significativo».
Se consideriamo un consumo medio di 1.200 litri annui di benzina e un rifornimento di 40 litri, abbiamo una spesa finale di 23 euro. Perché regalare questi soldi alle banche? Si tratta, scrive il Codacons, «di un importo pari a circa il 2% del costo della benzina (1,925%). Nel caso di persone che viaggiano giornalmente per lavoro la cifra può anche quadruplicarsi e diventare considerevole».
Bisogna stare attenti anche al bancomat. «Molti – continua il Codacons – ad esempio, sono convinti di averlo gratis, non essendoci commissioni. Non sempre è così. La voce più insidiosa e meno visibile nel rapporto tra correntista e banca è, infatti, la scrittura, ossia la registrazione dell`operazione sul conto corrente. Non appena la cifra è prelevata sul conto partono in media 1,95 euro di scrittura. Ogni riga nell`estratto conto ha un costo. Invitiamo pertanto tutti gli automobilisti a scioperare con i benzinai contro queste forme di pagamento che, nel caso della benzina, sono una comodità decisamente troppo costosa. Le banche devono ridurre i costi che gravano sulle commissioni».
«Che il conto corrente non sia una forma di investimento, visti i tassi di interesse, ormai è chiaro per tutti, ma che, detratte le spese, diventi una tassa, francamente è troppo», ha dichiarato il vicepresidente nazionale del Codacons Francesco Tanasi. «Non vorremmo – ha aggiunto – che a causa dello sciopero dei benzinai, le banche, per venire incontro alle esigenze dei distributori, traslassero i costi delle commissioni sui consumatori». Il Codacons vigilerà e invita i consumatori a pagare i benzinai in contanti.
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- ECONOMIA & FINANZA
