«Stop alle auto diesel, causano i tumori»
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fonte:
- Il Mattino
Daniela Limoncelli Guerra ai diesel, «provocano il cancro». Dopo l’ ultimo rapporto dell’ Organizzazione mondiale della Sanità, quello del 12 giugno scorso, in cui si dichiara che i gas di scappamento dei motori diesel sono «cancerogeni certi» per l’ uomo, scende in campo il Codacons. Lo fa da Milano con un esposto alla procura della Repubblica in cui chiede il sequestro preventivo «di tutti i veicoli diesel» nel capoluogo lombardo e nella sua provincia. L’ associazione dei consumatori inizia da qui la sua battaglia contro l’ inquinamento, in nome dell’ aria pulita, decisa poi a diffonderla in tutte le città italiane. Appena dieci giorni fa la procura meneghina ha chiesto l’ archiviazione per un altro esposto, firmato Codacons, agli amministratori lombardi per l’ inquinamento di Milano. Ma il Codacons non si rassegna e, forte della presa di posizione del Centro internazionale di ricerca sul cancro dell’ Oms, ci ritenta contro lo smog. È durato ben ventiquattro anni quello studio dell’ Oms, diffuso il 12 giugno scorso, ma iniziato nel 1988. Ha classificato le emissioni dei motori diesel come «agente cancerogeno» per l’ uomo di gruppo 1, ovvero il gruppo al quale appartengono le sostanze con effetto tossico «accertato» scientificamente. Il presidente del team dell’ Agenzia per la ricerca sul cancro (Iarc), Christopher Portier, è stato del resto fin troppo chiaro: «Le prove scientifiche sono inconfutabili e le conclusioni del gruppo di lavoro sono state unanimi». Ovvero che «l’ esposizione a tali gas è associata ad un rischio accresciuto di tumore al polmone e a un maggior rischio di cancro alla vescica» ed è quindi necessario ridurre «in tutto il mondo l’ esposizione a questa miscela di prodotti chimici». Una «sorpresa» queste conclusioni per l’ Acea, l’ associazione europea dei costruttori d’ auto, in quanto «le ultime tecnologie sono veramente molto pulite» e «sono state sviluppate per rispondere a queste preoccupazioni». Il Codacons oltre al sequestro di tutte le auto con motore diesel presenti a Milano e in provincia, ha anche chiesto alla Procura di «accertare la responsabilità del Sindaco di Milano e del Presidente della Lombardia» in particolare rispetto ai reati di omissione di atti d’ ufficio e gettito pericoloso di cose. «La prova inconfutabile del legame tra i gas di scarico dei motori diesel e la diffusione del cancro – ha spiegato il presidente del Codacons, Marco Maria Donzelli – rende necessario un intervento straordinario della Procura a tutela della salute dei cittadini: da qui la richiesta di sequestro dei veicoli diesel, fonte di morte certa». Ma non è così per l’ assessore alla Sanità della Lombardia, Luciano Bresciani: «Il Codacons – commenta – fa politica. Promettiamo che faremo la danza della pioggia e del vento per pulire l’ aria a Milano». Mentre per il presidente della commissione Ambiente del Comune di Milano, Carlo Monguzzi, presidente della commissione Ambiente il problema è «soprattutto commerciale». «L’ acquisto e la vendita di auto diesel – dice – viene deciso dal mercato: noi su questo non possiamo intervenire. Possiamo fare solo ordinanze per la salute dei cittadini, ma si tratta di provvedimenti contingibili e urgenti, dunque non definitivi». Poi ricorda che lo stesso presidente della regione Lombardia, Roberto Formigoni, «qualche anno fa voleva vietare i diesel ma non fu possibile perchè si rischiava un intervento europeo per turbativa del mercato». Un mercato diffuso soprattutto in Europa. Al di fuori dell’ Europa, infatti, la trazione diesel riguarda principalmente i veicoli commerciali. Soltanto in Italia, nei primi cinque mesi del 2012, sono state vendute 371.995 vetture diesel, con una flessione del 20,74% rispetto all’ anno scorso. Ma il Codacons fa sapere che non depositerà le armi. Non esclude una class action con malati di tumore ai polmoni. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
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