“Stop alle aule-pollaio”
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fonte:
- L`Unità
Il Tar accoglie la prima class-action contro la pubblica amministrazione e boccia Gelmini e mezzo governo. Devono fare dietro-front sulle «aule-pollaio», sovraffollate e inidonee a garantire sicurezza a studenti e insegnanti. MARCO TEDESCHI No alle aule sovraffollate, ne va della sicurezza di studenti e insegnanti. Il Tar de Lazio accoglie la prima class-action contro la pubblica amministrazione e boccia il ministro Gelmini e un paio dei suoi colleghi. Oggetto della censura dei giudici amministrativi le cosiddette «classi-pollaio» contro le quali il Codacons aveva promosso l’ azione collettiva. Entro 120 giorni il ministero dell’ Istruzione deve quindi emettere un Piano generale di riqualificazione dell’ edilizia scolastica. La decisione non è affatto piaciuta al ministro Maria Stella Gelmini che ha preso carta e penna per far sapere che il ricorso del Codacons «è destituito di qualsiasi fondamento perché le classi con un numero di alunni pari o superiore a 30 sono appena lo 0,4% del totale». Il contenzioso è iniziato un anno fa, quando il Codacons ha diffidato i ministeri dell’ Istruzione, Interno, Economia, Innovazione, e gli Uffici scolastici regionali, ad adottare entro 90 giorni quanto previsto dalla legge in materia di formazione delle classi scolastiche. Le lamentele e le segnalazioni, infatti, non si contavano più: insegnanti, studenti e genitori si alternavano nel denunciare la diffusa inosservanza degli indici minimi di edilizia scolastica e dell’ indice di massimo affollamento. Restarono inascoltati: o meglio, il ministero dell’ Istruzione ritenne che il ricorso dell’ associazione dei consumatori fosse troppo generico e in ogni caso la questione non era di sua competenza.La parola è dunque passata al tribunale amministrativo che ieri ha fatto sapere di pensarla in altro modo. La sentenza dice così: «Il maggiore affollamento delle aule e la relativa inidoneità delle stesse a contenere gli alunni in condizioni di sicurezza, salubrità e vivibilità costituisce implicazione di carattere strutturale non risolubile attraverso misure di carattere meramente organizzativo, ma unicamente affrontaLE TOPPE bile attraverso una mirata riqualificazione edilizia degli edifici e delle aule». Ancora: «A dispetto dell’ imperativo legislativo, l’ anagrafe non ha avuto, per lungo tempo, compiuta ed efficace attuazione». Peri giudici non è affatto sufficiente che i ministeri citati abbiano messo in fila le scuole che vivono o potrebbero vivere una situazione di sofferenza, questo è infatti cosa diversa dal dare attuazione alla legge, ovvero realizzare «il Piano generale di riqualificazione dell’ edilizia scolastica». Insomma non si possono prendere decisioni di tipo estemporaneo, «urgenti e provvisoria», il problema va affrontato in modo strutturale e definitivo. E non è stato fatto. Ora ci sono 120 giorni per procedere. Il Codacons canta vittoria: «Ora il ministo Gelmini dovrà emettere un piano in grado di rendere sicure le aule scolastiche ed evitare il formarsi di classi da 35 o 40 alunni ciascuna dice il presidente Carlo Rienzi – Se non lo farà saremo costretti a chiedere la nomina di un commissario ad acta che si sostituisca al ministro e ottemperi a quanto disposto dal Tar. Grazie a questa sentenza, docenti e famiglie i cui figli sono stati costretti a studiare in aule pollaio, potranno chiedere un risarcimento fino a 2.500 euro in relazione al danno esistenziale subito».•s.
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