Stop all’ aumento Iva decisione rinviata Il governo prende altro tempo
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fonte:
- Corriere Mercantile
RINCARI qui del premier Letta con Napolitano e i leader della maggioranza ha deciso di prendere ancora tempo, congelando la questione. Il decreto preparato dal Tesoro e quindi ancora “sub judice” contiene anche 330 milioni per la Cig in deroga per gli ultimi tre mesi dell’ anno. Ma la buona notizia è offuscata da quella che riguarda le coperture finanziarie del decreto, vale a dire l’ aumento di 2 centesimi dell’ accise sulla benzina e l’ incre«La scommessa è recuperare il mercato» evidenzia Palombo, che pur soddisfatto si mantiene cauto sottolineando che il sindacato comunque vigilerà. Fra novembre e dicembre ci sarà appunto la la prova generale. Poi, se tutto funzionerà come previsto, nel 2014 potrebbe scattare un ampliamento. Con la gestione commissariale di Bondi, la missione è far funzionare al meglio gli impianti e far ripartire il mercato. Fino a poche settimane il timore era che l’ impianto potesse essere destinato alla chiusura, come era già nelle intenzioni del gruppo Riva. Adesso invece parte la nuova scommessa. Dal buon esito della prova dipenderà un pezzo del futuro del mento al 103% degli acconti Ires e Irap di novembre, che viene criticata sia dalla maggioranza che dall’ opposizione e provoca le proteste di consumatori e imprese. Il decreto “copre” il mancato incremento dell’ Iva, che dovrebbe scattare dal primo gennaio 2014. Ma tutto è ancora in stand -by. Si verrebbe così incontro alle richieste delle associazioni dei consumatori e di quelle di commercianti ed artigiani e, a livello politico, di tutte le forze di maggioranza. Le imprese, come ha ricordato il presidente di Confindustria Giorgio Squinzi sottolineando che lo stop all’ Iva non è la priorità mentre lo è il taglio delle tasse sul lavoro, si vedrebbero penalizzate dalle coperture finanziarie: aumento degli acconti Ires (al 103%) e Irap di novembre, che darebbero 890 milioni allo Stato. L’ altra copertura si spalmerebbe su tutti, ed è l’ incremento delle accise sui carburanti per 2 centesimi al litro fino a dicembre 2013 e poi fino al 15 febbraio 2015 di 2,5 centesimi. Contro di essa si scagliano in molti, dall’ Unione petrolifera, che parla di scelta «irresponsabile», al Codacons che quantifica in 66 euro i maggiori costi per famiglia. Ma al governo servivano il miliardo per lo stop all’ Iva, i 330 milioni per la Cig in deroga, 35 milioni per la social card e altri 120 milioni per compensare i Comuni dal mancato gettito Imu. l’ Ilva di Cornigliano. I responsabili dello stabilimento hanno spiegato che c’ è anche da affrontare un problema di costo dell’ energia, che in Italia notoriamente costa più che in Francia e Germania, e su questo chiederanno al governo di fare un passo. L’ energia infatti rappresenta un terzo dei costi per la produzione di stagnato, riuscire a ridurlo sarebbe già un passo significativo per abbattere i costi di produzione. Oggi i dipendenti dell’ Ilva di Cornigliano sono 1.750, e da lunedì scatterà il secondo anno dei contratti di solidarietà che interessano 1.400 lavoratori, la ripresa dello stagnato rappresenterebbe una significativa boccata d’ ossigeno.
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