3 Novembre 2006

Stop al vino “pinocchio“

Per Coldiretti e Codacons il provvedimento è insufficiente
Stop al vino “pinocchio“
Invecchiamento coi trucioli vietato per qualità pregiate

ROMA Stop al vino “pinocchio“, come è stato definito il vino fatto utilizzando trucioli di rovere per l`invecchiamento. Lo stop però riguarda solo i vini a denominazione Doc e Docg. È quanto prevede un decreto firmato dal ministro delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, Paolo De Castro, a pochi giorni dall`approvazione del Regolamento Comunitario 1507/2006 dell 11 ottobre, relativo alle modalità di impiego dei “pezzi di legno di quercia nell`elaborazione dei vini“. Il provvedimento europeo prevede che i singoli Stati membri possono adottare anche misure più restrittive. Ed è quello che fa il decreto del ministro De Castro vietando l impiego dei trucioli di quercia per i vini Doc e Docg. “La vicenda dei trucioli – ha affermato il ministro De Castro – dimostra che siamo riusciti ad assicurare la tutela dei nostri vini di qualità, bilanciando le posizioni inizialmente definite con l`approvazione del Consiglio del settembre 2005“. La sperimentazione dei trucioli nella Comunità Europea risale a circa dieci anni fa e ha prodotto indicazioni che attestano la non pericolosità per la salute dei consumatori, presentando vantaggi economici per i produttori vinicoli che si riflettono sul prezzo di vendita. Sono molti, infatti, i Paesi extra Ue che già da tempo impiegano questa pratica enologica con il rischio, però, che il consumatore venga tratto in inganno, dal momento che l`uso dei pezzi di legno conferisce al prodotto un gusto di legno identico o simile a quello di un vino elaborato in botti di quercia. “Con il decreto – ha proseguito De Castro – diamo garanzie per la competitività futura delle nostre cantine di qualità, in questo settore dobbiamo migliorare ancora e per essere competitivi sui vini di qualità certificata non vogliamo puntare a risparmi di costi con metodi che, come i trucioli, producono danni all`immagine e alla qualità. Soddisfazione è arrivata dal presidente della Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati, Marco Lion“. Dello stesso avviso anche Ermete Realacci, presidente della Commissione Ambiente della Camera che ha definito il decreto “un passo nella giusta direzione anche se si può e si deve fare di piu“, riferendosi alla possibilità di estendere il divieto anche ai vini Igt che rappresentano, secondo Loredana De Petris “quasi la metà della produzione italiana a denominazione geografica, con punte molto elevate nelle regioni meridionalì. Da Fedagri-Confcooperative arriva piena approvazione. Secondo la Coldiretti, invece, il provvedimento, rappresenta un passo indietro nella trasparenza tra consumatori e produttori: questo il giudizio di del presidente Paolo Bedoni. “Non si capisce perché i consumatori che vogliono acquistare vino a prezzi bassi debbano bere anche la segatura“: afferma Carlo Rienzi, presidente Codacons: il divieto dovrebbe essere esteso a tutti i vini.

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