13 Gennaio 2015

Stop al fumo in auto se ci sono bambini

Stop al fumo in auto se ci sono bambini

ROMA – Mai più automobili che si trasformano in ‘camere a gas’ per i bambini a causa delle sigarette fumate dai genitori al volante. Il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, torna alla carica su un tema che è uno dei suoi ‘storici’ cavalli di battaglia, ovvero la prevenzione contro il tabagismo, e annuncia di avere allo studio un decreto per introdurre lo stop alle ‘bionde’ in auto in presenza di minori. L’ obiettivo è, naturalmente, prevenire i danni, anche considerando la sempre più giovane età, 11-12 anni, in cui i ragazzi si avvicinano alle sigarette: dopo il divieto di fumo nelle scuole e luoghi adiacenti (fermo restando il divieto di vendita in Italia di tabacco ai minori di 18 anni), Lorenzin pensa dunque alle auto, «essendo ormai acclarati – afferma – i danni da fumo passivo soprattutto tra i giovanissimi». E non solo: il ministro annuncia anche una «ulteriore opera di sensibilizzazione contro la pubblicità occulta e cercando di attivare collaborazioni su base volontaria volte ad evitare la diffusione di immagini vincenti, soprattutto tra i giovanissimi, legate al consumo di tabacco e all’ abuso di alcol». Smentito, invece, il ‘giro di vite’ generalizzato rispetto alle sigarette, con divieti estendibili anche a luoghi pubblici ampi. In realtà, già nel 2013 Lorenzin aveva provato ad introdurre lo stop al fumo in auto in presenza di minori, presentando in Consiglio dei ministri un ddl ad hoc. Il provvedimento, però, venne bloccato perché il governo dichiarò l’ intenzione di lasciare il tema al dibattito parlamentare. Il ministro si rivolse allora direttamente ai parlamentari, con una lettera aperta, chiedendo sostegno nella lotta al fumo. Oggi, a dieci anni dalla ‘Legge Sirchia’ che ha vietato il fumo nei luoghi pubblici, Lorenzin riapre un capitolo che sembrava accantonato e rilancia il principio dello stop alle ‘bionde’ in auto, ottenendo il plauso del Codacons. Una necessità, secondo il ministro, che si basa su fatti concreti: la metà dei bambini, secondo dati Istat, è esposta al fumo passivo già al secondo anno di vita e il 38% dei piccoli ha un genitore che fuma in casa. La lotta contro il fumo «è una priorità dell’ Italia e dell’ Europa» perché proprio il fumo «è ancora oggi la prima causa di morte, e solo in Italia muoiono per patologie fumo-correlate circa 70.000 persone l’ anno».

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